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26.01.2021 - 16:16
Aggiornamento: 16:33

Non si investe abbastanza sui settori giovanili

L'impoverimento del basket svizzero è certificato dal livello basso di troppe partite. Sono solo tre - Sam, Olympic e Ginevra - le squadre che emergono

di Dario ‘Mec’ Bernasconi
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Il basket svizzero arranca e si esprime su livelli tendenti al basso, sempre più giù. Lo dimostrano le partite di campionato dove emergono praticamente solo tre squadre: Spinelli, Ginevra Lions e Olympic Friburgo. Dietro, non si vedono squadre in grado di impensierirle. A meno che, come si è visto sinora in stagione, le stesse non si addormentino durante le gare, concedano spazi inusitati e facciano molti errori di sufficienza. Ma, al netto di un impegno al massimo, dietro c’è il vuoto. Anche il Neuchâtel, dato per certo protagonista fra le prime quattro, si mantiene a questo posto, ma solo per l'insufficienza delle altre antagoniste. La pochezza di alcuni elementi, Giddens e Kinney, inficia il rendimento della squadra, perché il Neuchâtel ha in complesso svizzeri di un buon livello. E questo aspetto, appunto gli svizzeri, appare evidente andando a vedere le statistiche globali del basket che mettono in risalto soprattutto quelli appartenenti al giro della Nazionale. Guardando la statistica dell’efficienza dei vari giocatori, dopo 12 stranieri abbiamo i fratelli Marko 13esimo e Dusan Mladjan 14esimo, Cotture 16esimo, Steinmann 23esimoo, Louissant 24esimo, Aw 26esimo e, dal 30esimo Gravet, Kovac, Nzege, Mbala. Va comunque detto che un conto è giocare 30 e più minuti, come Steinmann e Louissant nei Tigers, in mancanza di sostituti, un conto è giocare in squadre in cui il minutaggio è spesso sotto i 20 minuti per la concorrenza interna. Stesso discorso vale per quegli stranieri che devono stare in campo oltre i 35 minuti perché ci sono solo loro. Poi, alla fine, sono le squadre con il miglior organico a dominare, appunto le tre citate all’inizio.

Sotto le quattro citate sopra c’è un vuoto anche se i colpi di coda di qualcuna delle altre cinque riesce a sovvertire il pronostico, di tanto in tanto. Ma, negli scontri diretti proprio fra le ultime emerge chiaramente un livello molto basso dal punto di vista tecnico. I ricambi svizzeri sono all’osso, il valore di questi giocatori non è dei migliori, fatta qualche eccezione come i citati Steinmann e Louissant che si ergono chiaramente sopra la media, e così qualche altro collega sparso nelle altre compagini. Perché siamo ridotti così? Semplicemente perché il lavoro nei settori giovanili è qualitativamente quantitativamente sempre meno efficiente, fatta eccezione per qualche club che investe e ottiene risultati, in primis la Spinelli. Ma per molte altre squadre non s’investe nei settori giovanili, costa meno rubare giocatori a chi li forma bene, e così l’impoverimento è progressivo. Colpa anche di scelte strategiche a vari livelli che non impongono certi standard. Si fanno commissioni su commissioni, si progettano camp e poli di attività, ma si cercano poco giocatori adatti al basket, visto che manca un serio lavoro promozionale: inoltre si perdono per strada molti talenti per il semplice fatto che non si mettono loro a disposizione persone e strutture qualificate. Accade quindi che non si fidelizzino a una società anche perché, spesso, manca la continuità progettuale.

Non so quante commissioni, tutte retribuite, abbiano lavorato per creare questi centri di formazione negli ultimi vent’anni a livello nazionale. Vorrei una volta poter leggere i rapporti di queste commissioni, con analisi critiche, valutazione e modifiche adeguate per migliorare il sistema e i contenuti. Sempre che questi rapporti esistano, che qualcuno li abbia letti e anche fatto le dovute considerazioni. Il dubbio rimane lì. L’impoverimento è evidente e c’è da chiedersi quanto in basso bisognerà ancora scendere prima che qualcuno si attivi per favorire la risalita. O prima che tutto vada a morire.

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