L'ONU lancia l'allarme l'IA rende le frodi più accessibili e riduce le competenze tecniche richieste
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L'ONU lancia l'allarme l'IA rende le frodi più accessibili e riduce le competenze tecniche richieste

L'Ufficio delle Nazioni Unite contro il crimine evidenzia attacchi più rapidi e credibili, sollecitando cooperazione internazionale e l'entrata in vigore della Convenzione 2025.

31 ottobre 2026
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L'intelligenza artificiale non permette solo di realizzare quei video manipolati che ci fanno sorridere sui social, ma è uno strumento al servizio dei criminali informatici che con messaggi falsi e voci clonate moltiplicano i loro attacchi e inventano con facilità sempre nuove truffe.

A mettere in guardia, contro questa "democratizzazione della frode" dovuta alla riduzione dei costi e delle competenze tecniche consentita dall'IA, sono le Nazioni Unite che invitano gli Stati a rafforzare la cooperazione di fronte a un crimine che trascende i confini nazionali.

Non serve più essere un hacker esperto per mettere a segno una truffa sofisticata, sottolineano gli esperti dell'Onu, bastano poche istruzioni impartite all'intelligenza artificiale per creare un'email fraudolenta convincente, imitare la voce di una persona cara o realizzare un video studiato per ingannare una vittima. Ciò che un tempo richiedeva competenze specializzate sta diventando accessibile a un numero crescente di criminali.

A mettere in guardia contro questa trasformazione della criminalità informatica è l'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc) secondo cui l'IA non crea necessariamente nuovi reati, ma moltiplica i mezzi per commettere quelli esistenti. Gli attacchi diventano più rapidi, meno costosi e, soprattutto, più difficili da individuare e le truffe stanno diventando sempre più credibili.

Uno dei principali sviluppi riguarda le tecniche di manipolazione. I messaggi di phishing, progettati per acquisire informazioni riservate, ma anche l'utilizzo di software per la generazione di immagini, suoni e video che rendono il furto d'identità sempre più realistico. Non solo i singoli individui, ma aziende, enti governativi e istituzioni finanziarie possono essere bersaglio di attacchi che combinano manipolazione psicologica e intrusione informatica.

In risposta a questo fenomeno, l'Unodc raccomanda, oltre al semplice rafforzamento della sicurezza informatica, controlli di accesso e monitoraggio della rete, la previsione di campagne di sensibilizzazione, meccanismi di segnalazione e un maggiore supporto per le vittime.

Infine, l'Onu sollecita l'entrata in vigore della Convenzione contro la criminalità informatica del 2025, che prevede di agevolare lo scambio di prove elettroniche e di creare una rete di cooperazione attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Al 30 ottobre 2026, 96 Stati hanno firmato la convenzione e tre l'avevano ratificata, su un totale di 40 necessari per la sua entrata in vigore.

"La sfida - conclude l'Onu - consiste nell'accelerare la cooperazione tra le forze dell'ordine senza indebolire le garanzie legali. Sebbene l'intelligenza artificiale permetta ormai ai criminali informatici di agire in pochi secondi, il sistema giudiziario deve ancora imparare a superare i confini nazionali".

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni