Tecnologia

L'UE vara il Kids Act per un internet più sicuro e protetto per i minori

L'iniziativa della Commissione europea introduce accesso graduale ai social, mini account, divieto di funzioni addictive e verifiche dell'età per i giovani.

17 settembre 2026
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Un accesso graduale alle reti sociali per i minori, più strumenti per i genitori e maggiori controlli sulle piattaforme: sono questi alcuni dei pilastri dell'EU Kids Act, l'iniziativa della Commissione europea per rafforzare la tutela dei bambini e degli adolescenti in rete.

ACCESSO GRADUALE ALLE RETI SOCIALI - A differenza dell'Australia, che ha vietato le reti sociali ai minorenni con meno di 16 anni, Bruxelles opta per un approccio graduale, con limiti diversi a seconda dell'età. Sotto i tredici anni niente reti sociali; dai 15 anni i ragazzi potranno aprire un conto autonomamente. Tra i tredici e i 15 anni l'accesso sarà possibile solo con il coinvolgimento dei genitori, attraverso conti ridotti. Tra i tre e i tredici anni saranno invece consentiti, sempre sotto la supervisione dei genitori, solo servizi video pensati per i bambini.

MINI ACCOUNT - Pensati per accompagnare i ragazzi verso un uso più autonomo delle reti sociali, i mini account (conti ridotti) saranno creati e gestiti dai genitori attraverso i loro conti. I ragazzi potranno accedere a servizi delle reti sociali e video adatti alla loro età, ma con alcune limitazioni: contatti ridotti, un massimo di un'ora di utilizzo al giorno e strumenti di controllo sempre nelle mani dei genitori.

STOP ALLE FUNZIONI CHE CREANO DIPENDENZA - Le nuove regole riguarderanno tutti i servizi in rete rivolti ai giovani di età inferiore ai 18 anni, dalle reti sociali ai videogiochi online, fino alle piattaforme video, ai chatbot e agli AI companion. La proposta vieta funzioni come lo scorrimento infinito e i meccanismi che spingono a interagire continuamente. Stop anche alle notifiche durante le ore di sonno e ai contatti indesiderati con estranei. I sistemi di raccomandazione non dovranno indirizzare i minori verso contenuti dannosi.

PIÙ PROTEZIONE DELLA SFERA PRIVATA E CONTROLLO - I profili dei minori dovranno essere privati per impostazione predefinita. Geolocalizzazione, fotocamera e microfono saranno disattivati. Le piattaforme dovranno offrire strumenti semplici per bloccare o silenziare altri utenti e per gestire il tempo trascorso in rete. Chatbot e assistenti virtuali dovranno essere disattivati di default e non potranno simulare relazioni personali in modo da creare dipendenza emotiva.

VERIFICA DELL'ETÀ - Piattaforme e app store dovranno utilizzare sistemi di verifica dell'età rispettosi della sfera privata. Per i nuovi conti sulle reti sociali e sulle piattaforme video la verifica sarà obbligatoria. Per quelli esistenti si procederà a una stima dell'età dell'utente sulla base di indicatori plausibili come la data di creazione del conto o i dati della carta di credito.

PIATTAFORME, CAMBIA L'ONERE DELLA PROVA - Per le piattaforme in rete molto grandi saranno i fornitori a dover dimostrare che i loro servizi sono sicuri e adatti all'età degli utenti. Dovranno presentare un piano di conformità alla Commissione e sottoporlo a un revisore indipendente. In caso di violazioni, Bruxelles prevede procedure accelerate, con indagini da concludere entro 90 giorni. Per gli operatori sono previste sanzioni fino al 6% del fatturato annuo globale.

E GLI ADULTI? - L'EU Kids Act si concentra sulla tutela dei minori. Per gli utenti di tutte le età, la Commissione prepara invece il Digital Fairness Act, atteso sempre quest'autunno, che punta a contrastare le funzionalità che creano dipendenza.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni