Il dibattito sui pericoli dell'intelligenza artificiale infiamma Washington e Pechino, con voci diverse su regolamentazione e sicurezza in vista del vertice Xi-Biden.
Da Washington a Pechino, il dibattito sui rischi dell'intelligenza artificiale continua a dilagare. Donald Trump minimizza sugli allarmi lanciati in questi giorni proprio dai big del settore, assicurando che per regolare i prodotti basta un presidente "intelligente e forte" come lui. La Cina esorta gli Stati Uniti a non enfatizzare i pericoli mentre, allo stesso tempo, il suo capo dei servizi segreti avverte sui rischi per il Partito comunista. Il tutto a dieci giorni dall'attesa visita di Xi Jinping alla Casa Bianca durante la quale, è certo, l'argomento terrà banco.
"L'unico controllo o 'argine' di cui l'IA ha bisogno è un presidente forte e intelligente (con un quoziente intellettivo elevato), e gli Stati Uniti ne hanno uno, eccome", si è autoelogiato il presidente americano su Truth, ribadendo il suo rifiuto a limitare lo sviluppo del settore nel quale lui stesso e i suoi familiari hanno interessi e investimenti finanziari. Trump ha anche rivendicato che la sua amministrazione "ha impedito a certi 'personaggi' di compiere azioni dannose o potenzialmente tali e continueremo a farlo". The Donald cita in particolare Dario Amodei, il fondatore di Anthropic, che sabato ha lanciato sul suo blog l'appello a "rallentare" a livello globale il ritmo di sviluppo dei modelli più avanzati dell'IA per motivi di sicurezza. "Ora finge di essere un 'angioletto perfetto' ", ha attaccato il tycoon sostenendo che "è in atto una cospirazione malata contro l'IA e i data center, e l'unico Paese a rallegrarsene è la Cina. Teorici del complotto state in guardia". Trump ha inoltre sottolineato che gli Stati Uniti sono "in netto vantaggio rispetto a qualsiasi altro Paese" nel settore, chiedendo di non "uccidere la gallina dalle uova d'oro". E il suo vicepresidente, J.D. Vance, ha accusato i colossi dell'IA di volersi insinuare nella regolamentazione dei loro prodotti. "Trovo un po' singolare il fatto che così tante aziende all'avanguardia nel settore si rivolgano al governo implorandolo di regolamentarle. Mi dà un po' l'idea di un cavallo di Troia", ha dichiarato. "Non credo che gli americani debbano temere alcunché. Tuttavia dobbiamo essere consapevoli del fatto che ogni cosa comporta dei rischi, inclusa l'IA", ha poi aggiunto. Nel dibattito americano è intervenuto anche Barack Obama strigliando i democratici che, a suo dire, non stanno dando la giusta priorità a un tema così centrale: "Se io fossi candidato alla presidenza l'anno prossimo sarebbe uno dei punti principali del mio programma", ha dichiarato l'ex presidente. Mentre due personaggi agli antipodi, il senatore dem Bernie Sanders e l'ex stratega di Trump Steve Bannon, si sono alleati per promuovere un maggior controllo sull'intelligenza artificiale e parteciperanno a un dibattito sull'argomento, 'Pro-Human Assembly', assieme all'ex di Anthropic Jacob Coxon, che ha scatenato il dibattito. Nel frattempo il premier canadese, Mark Carney, spinge per la creazione di un organismo globale per la "stabilità tecnologica" che contribuisca a supervisionare l'intelligenza artificiale e a garantirne la sicurezza sul modello del Financial Stability Board.
Da Pechino, intanto, il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun ha invitato ad evitare allarmismi che rischiano di "ostacolare il processo di governance globale dell'IA". Un appello arrivato meno di 24 ore dopo che lo stesso capo dell'intelligence cinese aveva al contrario avvertito dei rischi che l'intelligenza artificiale potrebbe porre alla sicurezza nazionale cinese. Il campo dell'IA è diventato "il principale terreno di scontro per la competizione tecnologica globale e una nuova arena di rivalità strategica tra le grandi potenze", ha affermato Chen aggiungendo che è necessario uno sviluppo "sano e ordinato" della tecnologia. "Forze ostili" starebbero abusando delle tecnologie di IA generativa allo scopo di fabbricare voci politiche e diffondere informazioni dannose", ha scritto il ministro per la sicurezza cinese in un lungo articolo postato online. Per Chen il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha inoltre dimostrato il ruolo chiave dell'IA in ambito militare, dove tecnologie superiori offrono vantaggi tattici sul campo di battaglia.