Tecnologia

L'Intelligenza Artificiale tra rischi ambientali e sconvolgimenti geopolitici

Il consumo energetico e idrico dei data center AI è in crescita esponenziale, aggravando il divario tra paesi ricchi e poveri e minacciando gli equilibri mondiali.

13 settembre 2026
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Non solo rischi in ambito bellico ed etico. Lo sviluppo incontrollato dei modelli più avanzati di Intelligenza Artificiale - di cui oggi le maggiori aziende del campo, da Anthropic a OpenAI e SpaceXAI chiedono un rallentamento - sta già determinando un forte impatto negativo anche sull'ambiente e sul clima, con un consumo energetico notevole e costantemente in crescita. A pesare è pure il forte impatto ambientale e geopolitico. Il primo nodo critico è il grande consumo di energia. La International Energy Agency ha stimato che nel 2025 i Data Center utilizzati per AI, i cosiddetti data center AI-focused, hanno utilizzato circa 155 TWh, e dovrebbero arrivare a circa 465 TWh nel 2030: un consumo triplicato in cinque anni. Nel 2030, cioè, consumeranno circa l'1,4% dell'elettricità mondiale a fronte dello 0,5% attuale. Vale a dire, avverte Setola, che "ogni ricerca che facciamo su ChatGPT consuma tantissima energia elettrica". Notevole è poi il consumo di acqua per i processi di raffreddamento dei Data center, pari a circa lo 0,23% dei consumi idrici mondiali. La localizzazione di questi Centri è quindi una variabile critica, perché potrebbe impattare sull'equilibrio idrico di quella zona andando a prelevare massicciamente acqua dalle falde locali. Da considerare, poi, l'emissione di CO2 e residui di combustione, con un impatto anche a livello climatico. Se queste sono alcune delle conseguenze a livello ambientale, la corsa sfrenata dell'IA minaccia in modo preoccupante anche gli equilibri geopolitici. I paesi ricchi di gas ed energia oggi preferiscono vendere le scorte ai Data Center, che pagano prezzi più alti, a discapito di altri 'acquirenti', in testa i Paesi meno sviluppati. Questi ultimi - rileva Setola - si vedranno quindi costretti in misura sempre maggiore a tornare ad utilizzare il carbone, con ulteriori danni ambientali. Un quadro che aggraverà il gap già forte tra Paesi ricchi e quelli meno sviluppati. In gioco, cioè - conclude l'esperto - ci sono vari aspetti, a partire dai delicatissimi equilibri della geopolitica mondiale. Ma il pericolo è anche quello legato a uno sconvolgimento degli equilibri geopolitici. Aspetti, spiega all'ANSA Roberto Setola, direttore del master in Cybersecurity management dell'Università Campus Biomedico di Roma, che "vanno attentamente soppesati". L'IA, afferma l'esperto, "è una tecnologia che si autoalimenta e la sua velocità di evoluzione è esponenziale. Ciò pone dei problemi, ma va detto che in questo momento siamo anche dinanzi ad una bolla economica che sta per scoppiare: i 'big' dell'IA, che hanno investito tantissimo ma i cui rientri sono in calo, stanno cioè cercando di dire al mercato che è necessario un rallentamento, ma ciò rientra in parte in una strategia di marketing". D'altro canto, un rallentamento e maggiori controlli sono necessari, poiché oggi l'IA - rileva - è ormai in grado di violare i limiti che i programmatori avevano imposto per ragioni di sicurezza al suo stesso funzionamento.

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni