L'Associazione romanda per la promozione dell'educazione ai media, operativa dal 2027, mira a formare 40.000 studenti all'anno per sviluppare lo spirito critico contro la disinformazione.
Diversi attori del mondo mediatico romando si sono uniti in una nuova associazione che ha lo scopo di migliorare l'educazione ai media nelle scuole. Questa vuole raggiungere ogni anno almeno 40'000 studenti tra i 12 e i 14 anni.
"I media romandi hanno espresso il desiderio di avvicinarsi al mondo scolastico", ha spiegato a Keystone-ATS il responsabile del progetto Philippe Sordet, a margine del settimo Forum dei media romandi (FMR) tenutosi oggi a Losanna.
La nuova entità è denominata Association romande pour la promotion de l'éducation aux médias (Associazione romanda per la promozione dell'educazione ai media), entrerà in funzione il 1° gennaio 2027 e avrà sede a Ginevra. Per i suoi promotori è necessario portare i professionisti del settore nelle classi per "spiegare come viene cercata, elaborata e verificata un'informazione e per fornire agli scolari dei semplici gesti da svolgere prima di credere a una notizia o diffonderla. Lo spirito critico deve diventare sempre più una competenza dei cittadini".
Il pericolo fake news
I promotori di questa iniziativa ricordano che i media tradizionali stanno perdendo rapidamente pubblico e che le informazioni false proliferano, soprattutto sulle reti sociali.
Queste ultime sono diventate la fonte d'informazione principale per una buona fetta della popolazione, in particolare tra i giovani. Questo spostamento verso flussi algoritmici aumenta automaticamente la loro esposizione alla disinformazione e alle fake news.
Fanno parte dell'associazione la Conferenza intercantonale istruzione pubblica e cultura Romandia e Ticino (CIIP), la Radiotelevisione svizzera romanda (RTS) gli editori dei media scritti Médias Suisses e le Radio (RRR) e le Televisioni regionali (GTRR).
L'obiettivo è raggiungere circa un sesto degli allievi romandi nella fascia d'età tra i 12 e i 16 anni (40'000 su circa 250'000) e di garantire la continuità e potenziare i programmi di laboratori e visite che già oggi vengono organizzati autonomamente dalla RTS e dagli altri media francofoni.
Queste iniziative, conclude Sordet, raggiungono attualmente circa 30'000 allievi, perlopiù grazie alla RTS.