Il lato grigio della svolta verde, il divario tra ricchi e poveri e i manifesti di Minneapolis
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Il lato grigio della svolta verde, il divario tra ricchi e poveri e i manifesti di Minneapolis

21 ottobre 2026
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Buongiorno,

Che cosa c'entra Lugano con le batterie delle auto elettriche che consideriamo verdi? L'ultima puntata dell'inchiesta sul trading segue cobalto e nichel da Balme, in Piemonte, fino al Congo, al Guatemala e alla Sardegna. Nel commento si discute del libro dello storico Philipp Blom e dell'intervento di Joseph Stiglitz, per cui la disuguaglianza estrema nasce da scelte politiche. A Minneapolis, nella città presa di mira dall'Ice, manifesti e scritte sono diventati un modo per dire da che parte si sta.

Ultima puntata dell'inchiesta sul trading a Lugano. Federico Franchini parte da Balme, in Piemonte, dove una società australiana cerca cobalto sotto la Punta Corna, e segue i fili del metallo fino al Katanga, in Congo. Lì il minerale di Metalkol, l'impianto del gruppo Erg, passa da Telf, società di Lugano che ne vende circa il 10% della produzione mondiale. Poi il Guatemala, lo scandalo del «tappeto magico» e il nichel, infine Portovesme, in Sardegna, dove il Comune ha bocciato il progetto di Glencore sul riciclo delle batterie. In mezzo, il municipale luganese Marco Chiesa che definisce il commercio di materie prime «un toccasana».
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Il 41% della nuova ricchezza globale dal 2000 è andato all'1% più ricco, alla metà più povera è arrivato appena l'1%. Elda Pianezzi commenta il nuovo libro dello storico Philipp Blom e l'intervento dell'economista Joseph Stiglitz, che sostiene che la disuguaglianza estrema sia frutto di scelte politiche e non un male inevitabile. Il commento passa dal Consiglio degli Stati, che chiede a Ubs più capitale proprio sulle partecipazioni estere, e arriva a una ricerca sui figli delle famiglie più ricche che finisce per riguardare anche i miliardari.
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A Loring Park, a Minneapolis, un manifesto offre 100 dollari di taglia per un uomo che ha detto a un vicino che la sua auto andava lavata. Non c'entra l'Ice, ma racconta bene una città dove i cartelli sono diventati un modo di dire da che parte si sta. Roberto Scarcella, inviato a Minneapolis, racconta la tipografia Bench Pressed che stampa i manifesti gratis, il disegno di un'artista, un ristorante dove ognuno pagava quel che voleva e un container con una scritta contro l'Ice davanti al Midtown Exchange.
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