Lugano tra poltrone in bilico e oligarchi dell’acciaio, e i premi della cassa malati
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Lugano tra poltrone in bilico e oligarchi dell’acciaio, e i premi della cassa malati

30 settembre 2026
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Care lettrici e cari lettori,

L'edizione di oggi ci porta nel cuore delle dinamiche di potere luganesi, tra nuove regole di incompatibilità da una parte e i legami storici con i giganti dell'industria siderurgica dell’Est dall’altra. Spazio anche a un’analisi critica sul sistema sanitario ticinese, dove i numeri sembrano raccontare una realtà diversa da quella vissuta dai cittadini.

Otto cariche in bilico e un futuro politico da ridisegnare. A Lugano, il nuovo regolamento sulle società partecipate rischia di scuotere le fondamenta del Consiglio comunale, mettendo otto esponenti politici davanti a una scelta drastica entro il 2028: mantenere il seggio legislativo o la poltrona nei prestigiosi Consigli d’amministrazione. Con la Lega che vede quasi metà del suo gruppo a rischio, il dibattito si infiamma tra chi invoca trasparenza e chi difende le competenze acquisite sul campo. Dino Stevanovic ci porta dietro le quinte di una partita dove le ‘cadreghe’ pesano quanto i dossier.
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Nel commento di Giacomo Agosta, la sanità ticinese viene paragonata a un veicolo di grossa cilindrata che nessuno sembra in grado di pilotare. Nonostante un aumento dei premi percentualmente inferiore alla media nazionale, la realtà per i cittadini resta amara: i costi reali continuano a salire e il Ticino mantiene il primato della spesa pro capite più alta. Tra immobilismo politico e interessi di categoria, l'autore analizza perché la "magra consolazione" dei dati statistici non basta a risolvere una crisi che erode il potere d'acquisto delle famiglie.
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Come ha fatto Lugano a diventare il centro nevralgico del commercio siderurgico tra Russia e Ucraina? Federico Franchini ricostruisce decenni di affari, partendo dal caos post-sovietico degli anni 90 fino ai giorni nostri, segnati dal conflitto bellico. Tra oligarchi che hanno costruito fortune tra le rovine dell'Urss e antenne commerciali insediate tra Manno e Paradiso, emerge il ritratto di una piazza finanziaria che ha saputo offrire discrezione e strumenti operativi ai "re dell'acciaio". Un'inchiesta che svela come, anche in tempi di guerra, i margini di profitto possano raggiungere vette inaspettate.
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