Care lettrici e cari lettori,
L'edizione di oggi approfondisce le sfide strutturali del Ticino: dalla necessità di adeguare le aule scolastiche alle ondate di calore, all'apertura di un processo cruciale contro la criminalità organizzata a Bellinzona, fino a una riflessione sull'indifferenza collettiva di fronte alla crisi ambientale.
Le scuole ticinesi riaprono sotto un sole che, anche senza raggiungere i picchi del mese che abbiamo appena passato, non dà tregua. Alessandro Speziali, presidente del Plr, deposita una mozione per chiedere una strategia cantonale di adattamento climatico negli istituti. Il testo propone linee guida per il risanamento degli edifici, l'installazione di impianti di raffrescamento efficienti e lo sfruttamento del fotovoltaico per gestire il fabbisogno energetico estivo. L'obiettivo è garantire il benessere di allievi e docenti in aule che spesso superano i 30 gradi. Ne scrive Jacopo Scarinci.
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Nel commento di Roberto Antonini, l'estate dei record negativi diventa il simbolo della nostra incapacità di reagire. Nonostante la consapevolezza scientifica, la questione ambientale fatica a entrare nel dibattito politico reale. Mentre l'espansione dell'intelligenza artificiale aumenta drasticamente le emissioni di CO2, la società sembra comportarsi come la rana nell'acqua che si scalda: ci adattiamo al peggio invece di saltare fuori dal pentolone.
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Al Tribunale penale federale di Bellinzona inizia il processo contro un presunto membro della cosca Anello-Fruci. La sociologa Zora Hauser spiega a Federico Franchini come la ’ndrangheta operi sul territorio svizzero attraverso riti, matrimoni e una fitta rete di relazioni sociali. L'intervista analizza il ritardo delle istituzioni elvetiche nel riconoscere il radicamento mafioso, spesso scambiato per semplici investimenti di capitali esterni.
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