Cari lettori,
Oggi la nostra newsletter si apre con l’invito a un momento di riflessione e cordoglio per la tragedia di Crans-Montana. Parallelamente, vi portiamo aggiornamenti sui passi che si intendono intraprendere per verificare la sicurezza dei locali notturni a Lugano, un tema che torna prepotentemente alla ribalta dopo la tragedia di Capodanno. Infine, un pezzo di storia del Bellinzonese si conclude con la chiusura della piazza di tiro al piattello in golena. Ecco le nostre proposte odierne.
In una giornata segnata dal lutto nazionale per la strage di Crans-Montana, il commento del direttore Daniel Ritzer ci invita a un momento di silenzio e raccoglimento. Al di là delle polemiche sulle inchieste, che dovranno fare il loro corso, l’articolo sottolinea come di fronte alla morte siamo tutti uguali e come la capacità umana di convivere con il dolore, seppur insopportabile, ci spinga a stringerci come comunità attorno a chi ha subito una perdita inimmaginabile come quella di un familiare o un amico molto giovane.
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La tragedia di Crans-Montana ha anche riacceso i riflettori sulla sicurezza nei locali notturni, e Lugano non si fa trovare impreparata. Già nel 2018 la Città aveva istituito un Gruppo di lavoro interdisciplinare per la verifica delle norme antincendio. Ora, come ci conferma Filippo Lombardi, a capo del dicastero Sviluppo territoriale, il Municipio ha deciso di riconvocare il Gruppo per analizzare la situazione e valutare nuove misure. Un dossier che solleva anche complesse questioni legali sul margine di manovra dei Comuni.
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Dopo 54 anni, la storica piazza di tiro al piattello di Giubiasco chiude definitivamente i battenti. Una sentenza del Tribunale amministrativo cantonale ha avallato la revoca della concessione, ponendo fine a un’era per 150-200 tiratori della regione. Esploriamo le ragioni di questa chiusura, tra vincoli ambientali legati al progetto di rinaturalizzazione del fiume Ticino e complesse vicende legali, con Fernando Lotti, responsabile del Gruppo tiro a volo, che esprime amarezza e Davide Corti, presidente della Federazione cacciatori ticinesi, che sottolinea la crescente necessità di strutture di allenamento a fronte di una loro diminuzione. Anche Luca Filippini, segretario generale del Dipartimento istituzioni, si rammarica della chiusura e solleva la problematica della concentrazione delle attività di tiro.
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Per questi e altri approfondimenti, vi invitiamo a visitare il nostro sito laregione.ch, dove troverete notizie aggiornate e analisi dettagliate. Grazie per la vostra attenzione e buona lettura.