Cari lettori,
Oggi la nostra newsletter vi porta in un viaggio tra geopolitica e sport, analizzando le nuove e aggressive strategie della politica estera americana, gli spiragli sulle laboriose trattative per la pace in Ucraina e una storia sorprendente dal primo Mondiale di calcio. Preparatevi a scoprire retroscena e analisi che vi faranno riflettere sugli equilibri globali e sulle decisioni che cambiano la storia.
Otto interventi militari in un anno, la cattura spettacolare di un presidente in carica e la sua immagine che fa il giro del mondo: Nicolas Maduro ammanettato e bendato su una nave militare Usa. È l’emblema di una ‘dottrina Trump’ che, secondo l’analisi di Roberto Antonini, stravolge ideologie e strategie, trasformando la diplomazia in un Far West globale dove la forza sostituisce il diritto e gli interessi economici non si nascondono più. Una nuova era di imperialismo predatore, definita da alcuni studiosi come ‘Donroe’, che flirta con forme estreme di egemonia e identitarismo. Ma cosa significa tutto questo per gli equilibri mondiali e la democrazia americana?
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Il conflitto in Ucraina è giunto a un bivio cruciale. Tra l’insediamento di Donald Trump, negoziati segreti e una Russia sempre più stretta nella morsa delle sanzioni economiche, il 2026 si preannuncia come l’anno delle scelte definitive. Il Cremlino, alle prese con un enorme buco di bilancio e settori vitali in difficoltà, si trova di fronte a una pressione senza precedenti. Ma basterà questo a fermare l’‘Operazione militare speciale’? E cosa si cela dietro il misterioso ‘Piano Kozak‘ che circola tra gli imprenditori russi? Lo scopriamo nel commento di Giuseppe D’Amato.
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Nel 1930, l’Uruguay si apprestava a conquistare il primo Mondiale di calcio in casa, sotto la guida del giovanissimo CT Alberto Horacio Suppici. Ma la strada verso la gloria fu segnata da una clamorosa esclusione che fece scalpore: quella di Andrés Mazali, il leggendario portiere che aveva già regalato alla Celeste due ori olimpici. Un atleta poliedrico, ammirato e rispettato, messo alla porta per un lieve ritardo. Dietro a questa decisione, una ‘convivenza impossibile’ tra i metodi avanguardistici e al contempo draconiani di Suppici e lo spirito libero di Mazali visto come un eroe popolare. A raccontarci in modo appassionato i retroscena di questa straordinaria storia è Stefano Marelli, nella prima delle 22 puntate che ci accompagneranno ogni fine settimane fino alla vigilia della Coppa del mondo 2026 in programma in Canada, Messico e Stati Uniti.
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