È la più esotica e coinvolgente tra le vetture per famiglie. Perché, anche qui, le sensazioni contano più dei numeri

La sigla “CS” è ormai diventata una formula magica a Monaco di Baviera, e non solo sulla carta. In passato abbiamo avuto modo di mettere alla prova sia la M3 CS berlina che la M4 CS, apprezzandone in entrambi i casi la capacità di andare ben oltre il mero incremento di potenza o il contenimento del peso. A convincere era stata, soprattutto, la profondità del lavoro svolto sulla messa a punto: un telaio più comunicativo, uno sterzo più trasparente e in generale la capacità di restituire un livello di controllo e di fiducia raramente riscontrabile su modelli di questa categoria.
Oggi quella stessa filosofia approda sulla M3 Touring e il tutto assume una connotazione ancora più affascinante, perché applicare una cura quasi “da omologazione” a una familiare ad alte prestazioni rende il risultato ancora più esotico, come se si fosse preso un concetto nato per la pista e lo si fosse volutamente trapiantato in una carrozzeria che, per definizione, appartiene a tutt’altro mondo. E, in effetti, già al primo colpo d’occhio si capisce che questa non è una M3 Touring qualsiasi.
Nell’abitacolo l’ambiente ricalca quanto già visto sulle altre CS, con protagonisti i sedili a guscio in fibra di carbonio, contenitivi come su una vettura pensata per i cordoli di un circuito, ma sorprendentemente comodi anche sui lunghi trasferimenti. La posizione di guida, molto bassa, amplifica la sensazione di connessione con la vettura, che poi ritroveremo in movimento. Una menzione la meritano i due tasti rossi “M1” e “M2” posti sulle razze del volante, che permettono di richiamare rapidamente le configurazioni di guida preferite, personalizzabili come su poche altre auto: risposta dell’acceleratore, velocità di cambiata, sensibilità del pedale del freno, assetto, fino a dieci livelli per il controllo della trazione e tre settaggi per la trazione, che passa da integrale a due ruote motrici.
Sotto il cofano batte il noto sei cilindri in linea biturbo da 3 litri, qui portato a 550 cavalli e 650 Nm. Rispetto alla M3 Competition, la CS guadagna 40 cavalli e perde 15 kg: variazioni che sulla carta sono marginali e che, in effetti, raccontano solo una parte della storia. Perché la vera trasformazione della “CS” avviene sottopelle: telaio irrigidito, geometrie e cinematica delle sospensioni riviste, supporti motore ottimizzati, stabilizzatori con cuscinetti rinforzati, calibrazione dello sterzo rivista, aerodinamica affinata per le alte velocità e molto altro.
Bastano pochi metri per capire che la CS instaura un dialogo più diretto con la superficie stradale. Lo sterzo assicura sin dalle basse velocità una connessione trasparente con l’avantreno e, aumentando il ritmo, si percepiscono con chiarezza i movimenti del corpo vettura come pure la notevole aderenza di ogni singola ruota. Rispetto a una normale M3, la CS permette di leggere e interpretare meglio la strada e dunque di sfruttare maggiormente la sua reattività, mantenendo sempre un controllo invidiabile indipendentemente dalla tipologia di percorso, senza mai risultare imprevedibile. Un coinvolgimento che si unisce all’efficacia delle prestazioni, ma ovviamente senza tralasciare il divertimento. Questo, in particolare, grazie a una trazione integrale che privilegia il retrotreno e che può essere trasformata, all’occorrenza, in una pura trazione posteriore, ma anche grazie a un motore che, pur essendo già vigoroso ai regimi medi, si esalta vicino alla zona rossa, supportato da un cambio rapido e preciso e da un sound più estroverso rispetto a quello delle altre M3.
Nel valutarla nel suo complesso non si può ignorare come i suoi 1’850 kg non la rendano certo una piuma, ma la M3 CS Touring riesce a dissimulare la massa in modo sorprendente. Nei tratti guidati si ha spesso l’impressione di essere al volante di una coupé ben assettata anziché di una familiare, sebbene in determinate situazioni particolarmente intense e riscontrabili prevalentemente in circuito si avverta un velo di inerzia in più. In ogni caso il bilanciamento è ottimo, il retrotreno sempre collaborativo e il livello di motricità davvero elevato; persino sui fondi irregolari l’assorbimento resta notevole, così come il livello di aderenza, motivo per il quale la M3 CS Touring sa essere davvero camaleontica negli impieghi più intensi.
Il compromesso? Nell’uso quotidiano bisogna accettare sospensioni rigide sulle sconnessioni brevi, consumi attorno agli 11 l/100 km e l’assenza del bracciolo centrale, sostituito da una consolle in fibra di carbonio. Ma chi sceglie una CS sa già cosa cerca: un’esperienza di guida pura e viscerale, in cui ogni elemento è messo al servizio del coinvolgimento, e chi cerca un’auto del genere sarà sicuramente disposto a conviverci.
| Modello | BMW M3 Touring |
| Versione | CS |
| Motore | 6 cilindri biturbo-benzina, 3 litri |
| Potenza, coppia | 550 cv, 650 Nm |
| Trazione | Integrale / Posteriore |
| Cambio | Automatico a 8 rapporti |
| Massa a vuoto | 1’850 kg |
| 0-100 km/h | 3,5 secondi |
| Velocità massima | 300 km/h |
| Consumo medio | 10,5 l/100 km (omologato) |
| Prezzo | 191’400 Chf |