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Nel cuore del dolore di Crans-Montana e i dubbi sulla sicurezza

3 gennaio 2026
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Cari lettori,

anche oggi – e non poteva essere altrimenti – la nostra attenzione è concentrata sul profondo dolore che ha colpito Crans-Montana, dove la comunità si stringe attorno a un memoriale spontaneo. Una tragedia che riaccende i riflettori sulla sicurezza dei nostri locali pubblici, sollecitando verifiche e riflessioni urgenti anche in Ticino. Vi parliamo anche delle ambizioni culturali nel cantone, con la candidatura di Lugano, Mendrisio e Locarno a Capitale Culturale Svizzera 2030.

A Crans-Montana, il dolore per la tragedia del Constellation si manifesta in un memoriale spontaneo che cresce di ora in ora. Tra mazzi di fiori, peluche e candele, spiccano i messaggi carichi di innocenza dei bambini, come quello di una piccola Giulia, che con parole semplici e commoventi esprime vicinanza alle vittime e ai feriti. Un racconto toccante della comunità che si unisce nel lutto, mentre le vite spezzate lasciano dietro di sé biografie incompiute e la ricerca di risposte si fa sempre più pressante. Roberto Scarcella, inviato a Crans-Montana, ci porta nel cuore di questa tragedia.
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In Ticino, Lugano, Mendrisio e Locarno uniscono le forze per un obiettivo ambizioso: diventare Capitale Culturale della Svizzera 2030. Con il motto “La Svizzera vista da sud”, le tre città propongono un paradigma policentrico e innovativo, puntando a valorizzare l’italianità e la creatività locale. Un progetto che mira a superare i campanilismi e a generare un impatto duraturo non solo in ambito culturale, ma anche sociale e turistico, con un investimento significativo di 1,5 milioni di franchi richiesto dal Municipio di Lugano. Il vicesindaco di Lugano e capodicastero cultura, sport ed eventi, Roberto Badaracco, sottolinea l’importanza di rafforzare anche la cultura indipendente. Scoprite i dettagli di questa candidatura che promette di ridefinire lo sguardo sulla Svizzera. Ci racconta tutto Alfonso Reggiani.
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La tragedia di Crans-Montana ha riacceso un campanello d'allarme sulla sicurezza antincendio nei locali pubblici del Ticino. Se in passato episodi come il blitz all’ex discoteca Alcatraz avevano evidenziato gravi lacune, oggi, con una nuova legge cantonale in vigore, ci si chiede se i nostri luoghi di divertimento, specialmente quelli sotterranei, siano davvero sicuri. Il sindaco di Bellinzona, Mario Branda, chiede una verifica approfondita e una maggiore sensibilizzazione, mentre l’ingegnere antincendio e docente/ricercatore alla Supsi, Alessandro Furio, spiega i rigorosi controlli iniziali e le sfide nel mantenere la conformità nel tempo. Un’indagine cruciale sulla prevenzione e la responsabilità che coinvolge tutti. Marino Molinaro e Jacopo Scarinci approfondiscono la questione.
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