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‘Antiriciclaggio? Un tale registro creerebbe solo burocrazia’

Il parere dei fiduciari sulla proposta in consultazione. Oggi anche uno scorcio sul futuro volto di Minusio e uno sul controverso ecocentro di Origlio

5 dicembre 2023
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L’istituzione di un registro federale degli aventi economicamente diritto degli enti non s’ha da fare. A mettere nero su bianco la sua contrarietà è la Federazione ticinese delle associazioni di fiduciari (Ftaf), rispondendo alla consultazione promossa dal Consiglio federale sull’avamprogetto della Legge sulla trasparenza delle persone giuridiche. Insomma, quello dei fiduciari è un secco no: ‘Siamo già sensibili al problema del riciclaggio, i dati completi vengono già chiesti’.

Perché Maduro vuole a tutti i costi un pezzo di Guyana? “Lui dice perché l’Esequibo, prima (parecchio prima, oltre un secolo fa), faceva parte del Venezuela. Un Venezuela che – sia detto – era un’altra cosa in un altro mondo. Che l’Esequibo sia pieno di oro, petrolio e diamanti non è un caso né un dettaglio, anzi”. Il commento come al solito spumeggiante del nostro Roberto Scarcella.

Dalle notizie ‘mondiali’ passiamo ora a quelle locali. Minusio è pronta a cambiare volto. E lo farà grazie a un piano di azioni di trasformazione urbana che definiscono le linee guida progettuali con un’attenzione specifica alle funzioni collettive e agli spazi pubblici. Ad essere toccati dalla riqualifica il comparto Remorino, adiacente alla nuova fermata del treno Tilo e la zona di centro paese situata fra piazza Municipio e piazza Crocifisso.

‘La volontà popolare è stata ignorata e non siamo d'accordo a spendere quella cifra per asfaltare un bosco e fare posto ai rifiuti’. Così un comitato apartitico commenta la raccolta firme promossa a sostegno di un nuovo referendum contro la realizzazione di un ecocentro in paese.

Arte per tutte e tutti al m.a.x. museo di Chiasso che anche quest'anno apre le proprie porte per l'Avvento. A trovare un posto speciale nell’atrio della struttura fino al 7 gennaio è una grande tela a olio firmata da Aurelio Luini – figlio di Bernardino – realizzata con la collaborazione del fratello Giovanni Pietro: la ‘Madonna delle rose in trono’, datata 1570 circa, parte di una collezione privata ticinese.

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