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23.09.2022 - 05:30

Dalla controversa tesi agli abusi, l’indignazione non cessa

Nell’edizione odierna torna la vicenda del direttore delle Medie arrestato. Spazio però pure a politica monetaria della Bns, Formica rossa e casse malati

dalla-controversa-tesi-agli-abusi-l-indignazione-non-cessa

È uno dei temi caldi: l’arresto del direttore del Luganese per abusi su minori è una questione che tiene ovviamente ancora banco e non manca di suscitare, sebbene sia passato qualche giorno dalla notizia, l’indignazione è ancora parecchia. A far discutere, con il senno di poi, è anche la controversa tesi proposta quattro anni fa dall’allora docente come percorso formativo sulla sessualità a una classe di terza media. Sull’intera questione nell’edizione di oggi abbiamo interpellato il direttore del Dipartimento della formazione e dell’apprendimento della Supsi Alberto Piatti, figura preposta a valutare l’abilitazione dei docenti.

Quella decisa ieri dalla Banca nazionale svizzera, la Bns, è per certi versi una mossa storica. Almeno degli ultimi anni: l’innalzamento di 75 punti base del tasso guida della politica monetaria riporta i tassi d’interesse in zona positiva (dal -0,25% al +0,5%). Quasi otto anni dopo l’ultima volta. Una valido strumento per contrastare l’inflazione, osservano gli analisti. Di fatto l’inasprimento della politica monetaria – osserva Daniel Ritzer nel suo commento odierno – comporta ben altre conseguenze, oltre alla parziale protezione dell’economia svizzera dall’inflazione importata dall’estero. Con i tassi d’interesse positivi si premia il risparmio, mentre viene penalizzato il credito. Dunque, si raffredda l’economia. Il possibile calo dei consumi e della produzione potrebbe facilmente portare a fallimenti aziendali e a tagli dei posti di lavoro.

Sulla ‘prima’ di oggi torna a far capolino la ‘Formica rossa’, che punzecchia il dottor Werner Nussbaumer e il programma di HelvEthica: in attesa del pirotecnico botto elettorale, conclude ironicamente l’articolo, il fumo già non manca.

Non le manda a dire il direttore del Dss Raffaele De Rosa. Che a pochi giorni dalla comunicazione dei premi di cassa malati per il 2023 tuona su Berna, invitando i lobbisti del settore a svelare quanto percepiscono: "Ciò che abbiamo visto in questi anni, e che è evidente, è che a livello federale tutti i grandi pacchetti di riforma che sono assolutamente necessari vengono o suddivisi (spacchettati), o annacquati o congelati. Un esempio per tutti: il primo pacchetto del Consiglio federale prima è stato diviso in due parti, poi una delle misure promosse è l’invio della copia della fattura all’assicurato… va bene, per carità, ma è la dimostrazione di quanto grandi aspettative e grandi pacchetti finiscano con lo sgretolarsi e il diluirsi a causa di interessi divergenti tra tutti gli attori".

A quasi tre settimane dalla tragedia verificatasi in Alta Val di Blenio dove sono morti due 14enni varesini caduti in montagna, migliorano le condizioni del coetaneo ticinese andato in loro soccorso. Intanto la Sat Lucomagno, proprietaria della capanna Scaletta, sollecita il Cantone affinché provveda a ridurre i pericoli esistenti lungo la ‘direttissima’, il sentiero non ufficiale affrontato in discesa dal gruppo della Virtus Bisuschio.

Buona lettura!

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