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Ginna ha creato Comproagro quando aveva 15 anni. (El Tiempo)
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26.06.2019 - 16:000

Una 15enne rivoluziona la vendita di frutta e verdura con un'app

Comproagro è un’applicazione colobiana che collega direttamente gli agricoltori ai consumatori: niente intermediari significa migliori guadagni

“Signor Oscar, buon pomeriggio. Abbiamo visto i vostri prodotti online e siamo interessati ad acquistarne alcuni”. Questa è stata la prima chiamata ricevuta due anni fa da Oscar Garzón, un agricoltore colombiano, da un cliente che ha visto i suoi prodotti sul sito web di Comproagro. «Da quando ho iniziato a vendere la mia lattuga online, ho ricevuto molte chiamate – racconta Garzón, che produce ortaggi e patate, e ha raddoppiato i suoi profitti vendendo direttamente ai consumatori –. Sono molto felice perché poter negoziare direttamente con il cliente mi permette di vendere a un prezzo più equo».


Ginna fotografa i campi ogni giorno per tenere informati i propri clienti (El Tiempo)

Creata da Ginna Jiménez nel 2015, Comproagro è una piattaforma online che permette agli agricoltori colombiani di offrire i loro prodotti direttamente ai consumatori, consentendo loro di negoziare non solo il prezzo ma anche le modalità di pagamento e di consegna.


La famiglia di Ginna coltiva anche patate (El Tiempo)

Jiménez, che proviene da una famiglia di agricoltori, aveva solo 15 anni quando ha lanciato il sito web. Ha maturato quest’idea quando i funzionari del Ministero colombiano dell’Information Technology and Communications hanno visitato la sua scuola e hanno discusso in merito al sostegno a progetti commerciali innovativi con strumenti digitali.

Più tardi quel giorno, è tornata nella sua fattoria nel comune di Toca, nel dipartimento colombiano di Boyacá, e ha raccontato la sua idea a suo fratello e sua madre. «Sviluppiamo un’applicazione in cui tutti i contadini del Paese possano vendere senza intermediari e finalmente ottenere un giusto compenso per i loro sforzi», ha detto loro.

Gli agricoltori dicono che il problema con gli intermediari è che acquistano i prodotti ad una frazione del prezzo di mercato. «Gli intermediari ci pagano 500 pesos [0,15 CHF] per un avocado. Poiché non abbiamo altra scelta, vendiamo il prodotto. Poi vanno a venderlo per 2’000 pesos, il che significa che incassano tre volte più di noi, quando siamo noi che ci siamo rotti la schiena a coltivare quell’avocado», dice Jhonatan Lozano, un produttore di more che vive nel sud della Colombia.


Le impiegate definiscono Ginna come una giovane donna da ammirare (El Tiempo)

Anche Lozano apprezza l’applicazione. Finora ha ricevuto circa 10 chiamate, e il più delle volte è riuscito a vendere tutti i suoi prodotti in una sola volta e a un prezzo quasi doppio rispetto a quello che generalmente riceve. 
La piattaforma non genera profitti per il suo creatore. «Fin dall’inizio, l’idea era quella di offrire un servizio gratuito – dice Jiménez –. È ingiusto che gli agricoltori paghino per questo, quando già investono molto per sviluppare le loro colture».

Nel 2016, il Ministero pubblico colombiano (Fenalper, o Federación Nacional de Personerías) ha riconosciuto Comproagro come iniziativa di pace sociale, nella categoria dell’imprenditorialità e della creazione di posti di lavoro. All’epoca, la piattaforma contava circa 150 agricoltori registrati. Ora ha più di 26mila utenti in 29 dipartimenti in tutto il Paese.

«All’inizio abbiamo promosso l’applicazione con il passaparola. Mia madre, mio fratello ed io abbiamo lavorato sodo e siamo riusciti a convincere i media a parlare di noi, così hanno iniziato ad arrivare sempre più agricoltori», dice Jiménez. Uno di questi era un apicoltore, Alexánder Martínez, la cui esperienza con l’applicazione è stata diversa dalle altre. Attraverso la piattaforma, vende il suo miele a un prezzo inferiore al solito. «Ma questo non è necessariamente negativo – dice –. Vendo alcuni vasi ai miei clienti abituali, ma quando mi chiamano da Comproagro posso vendere tutta la mia produzione in una volta. Con questo faccio un buon profitto, molto veloce».
Altri due agricoltori, José Martínez e Carlos Muñoz, ritengono che la piattaforma Comproagro potrebbe essere meglio adattata alle loro esigenze. Entrambi gli agricoltori sono stati contattati più volte da quando hanno messo i loro prodotti sulla piattaforma, ma nessuno dei due è stato in grado di vendere, perché i clienti chiamano sempre al di fuori del periodo del raccolto. «Vorrei essere in grado di aggiornare in tempo reale lo stato delle mie colture in modo che i consumatori sappiano quando sono pronte», chiosa Martínez.

Jiménez è consapevole che Comproagro non è perfetto. «Un ingegnere informatico si è unito al team per migliorare la piattaforma, ma non abbiamo molte risorse. L’idea è quella di aggiungere una chat in modo che gli agricoltori possano aggiornare costantemente lo stato del prodotto», spiega la giovane donna, che ora ha 20 anni.

Il suo sogno è che la piattaforma diventi una sorta di eBay per gli agricoltori e rimanga gratuita. Per guadagnarsi da vivere, anche lei e la sua famiglia vendono i loro raccolti attraverso l’app.  Oltre ad aiutare gli agricoltori, Comproagro ha creato più di 30 posti di lavoro diretti, grazie al suo centro di distribuzione a Toca, dove le madri single sbucciano e puliscono i prodotti. Jiménez si sta ora specializzando in amministrazione aziendale internazionale presso l’Università di Boyacá, mentre suo fratello Brayan, studente di ingegneria civile, e sua madre, Rosalba, gestiscono l’azienda. «Voglio che la piattaforma attraversi le frontiere, in modo che i nostri agricoltori possano esportare i loro prodotti e gli agricoltori di altri Paesi possano utilizzare la nostra app», dice. 

Questo articolo è stato pubblicato nell’ambito di ‘7,7 miliardi’, un’iniziativa internazionale e collaborativa che raccoglie 15 organi di informazione provenienti da tutto il mondo per parlare di soluzioni per l’inclusione sociale, economica e civica.

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