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16.06.2022 - 08:35
Aggiornamento: 16:48
Ansa, a cura de laRegione

Garibaldi, il gallo libertino che fa imbufalire Copparo

Il suo canto alle 4 del mattino e la compagnia di Biancaneve non vanno giù agli abitanti del comune ferrarese. E scatta una raccolta firme

Al gallo Garibaldi piace cantare, tanto e la mattina presto, già alle 4 del mattino. E da un anno ha innescato le proteste dei vicini del pollaio dove vive, a Copparo (Ferrara) dove è scoppiato il caso, con tanto di petizione contro, e un summit fissato per venerdì prossimo per cercare una soluzione al problema che dura ormai da un anno.

Come racconta La Nuova Ferrara, con l’arrivo del caldo e le finestre aperte, il rumore del "chicchirichi" è tornato a sentirsi, troppo per qualcuno.

Ma il problema è che Garibaldi non ha proprietari: è un gallo gagliardo fuggito dal mercato del venerdì e finito in un cortile di viale Carducci dove ora vive e, addirittura, i vicini lamentano aver trovato anche compagnia di una gallina, Biancaneve.

La voglia di libertà del gallo gli ha fatto guadagnare questo nome e il simbolico acquisto a un euro da parte di Alberto Vezzali, proprietario della casa dove si è trasferito il gallo. Ma c’è chi si lamenta per il canto, tanto che ci fu una vera e propria crociata a sua difesa, grazie anche all’impegno di Giovanni Mazzorana, animalista e politico copparese che ha portato la storia in televisione, con un servizio girato a Copparo.

Poi il caso è rimbalzato sul gruppo Facebook ‘Sei di Copparo se...’ che ha fatto un concorso fotografico e l’immagine più votata del gallo è tuttora simbolo della pagina social.

Ma, dopo un anno, è di nuovo polemica. Il gallo canta prima dell’alba e dai condomini vicini è ripartita la protesta, con raccolta firme presentata a inizio settimana al comando della polizia locale dell’Unione.

Tanto da innescare anche liti, verbali, offese allo stesso Vezzali, "l’ultima lunedì mattina quando una signora dal condominio vicino mi ha urlato ‘Si vergogni, non ne possiamo più’, frase seguita da un’offesa al mio indirizzo – racconta al quotidiano –. Io sono stato zitto, ma non è una situazione accettabile anche perché, lo ripeto, ancora una volta, Garibaldi non è mio così come non è mia Biancaneve".

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