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Curiosità
09.11.2018 - 21:050

Le figlie di Obama concepite in vitro

Durante un'intervista Michelle Obama ha rivelato di avere avuto un aborto spontaneo 20 anni fa e di essersi sentita "sola e persa”

Michelle Obama confessa di aver avuto un aborto spontaneo 20 anni fa e di aver usato la fecondazione in vitro per avere Malia e Sasha, le sue due figlie. In 'Becoming', il libro di memorie in uscita martedì e di cui sono stati diffusi degli estratti, l'ex first lady - una delle donne più famose al mondo e 'icona liberal' nell'era del tycoon - si racconta, dai primi passi compiuti nella sua Chicago alle difficoltà matrimoniali con Barack Obama.

"Abbiamo fatto terapia di coppia per parlare e risolvere le differenze", ammette per la prima volta Michelle, inviando un messaggio alle "molte coppie giovani che hanno difficoltà e pensano di essere loro il problema: voglio che sappiate che Michelle e Barack Obama, che hanno un matrimonio fenomenale e si amano, hanno lavorato sul loro matrimonio e hanno chiesto aiuto quando ne hanno avuto bisogno".

Nelle 426 pagine di ricordi l'ex first lady racconta anche il suo periodo buio dopo l'aborto spontaneo. "Mi sentivo sola e smarrita" e questo anche perchè "non sapevo quanto l'aborto fosse comune. È un tema di cui non si parla". Poi la decisione di avere dei figli a 34 anni, perchè "l'orologio biologico è reale" e a una certa età la "produzione di ovuli è limitata". Da qui il ricorso alla fecondazione in vitro per avere Malia e Sasha. "Penso che la cosa peggiore che le donne possano fare è non condividere la realtà del proprio corpo", spiega Michelle.

Poi, per la prima volta, gli attacchi diretti al tycoon che rinfocolano le voci di una possibile discesa in campo nel 2020, nonostante le ripetute smentite. Michelle si descrive come una mamma pronta a tutto per difendere la sua famiglia. "Non perdonerò mai" Donald Trump per "averla messa in pericolo" con la teoria del falso certificato di nascita di Barack Obama. Una teoria che il presidente americano ha cavalcato per anni con "insinuazioni sconsiderate" - afferma l'ex first lady - e una retorica che nascondeva "intolleranza e xenofobia", "deliberatamente pericolosa e che incitava matti e pazzoidi".

Immediata la replica del tycoon: Michelle "è stata pagata molto per il libro". Da parte mia - aggiunge Trump - "non perdonerò mai" ad Obama "per quello che ha fatto alle nostre forze armate", privandole dei fondi necessari e "mettendo in pericolo l'intero Paese rendendolo meno sicuro". Un botta e risposta che sembra un 'assaggio' dell'ipotetico scontro fra i due alle prossime presidenziali, con Michelle da molti considerata l'unica arma per battere davvero Trump. Ne è convinto Michael Moore, ma non il partito democratico che, nonostante la popolarità della ex first lady e il suo appeal anche su molti repubblicani, resta freddo su una sua possibile candidatura.

Nel libro Michelle racconta quindi la sua vita nel 'South Side of Chicago', in una casa "con più scale di quante ne potevo contare". I primi passi dell'ex first lady non sono stati facili: "Ero una donna, nera e forte e questo per molti vuol dire arrabbiata. Ma questo non è altro che un cliche' dannoso usato per relegare le donne appartenenti a delle minoranze in un angolo". In 'Becoming Us' Michelle ripercorre anche la sua storia d'amore con Barack e la discesa in politica del marito.

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