Il look dinamico è supportato da una capace meccanica elettrica (con trazione integrale), all’insegna dell’equilibrio

Il design più filante e suggestivo, ispirato alle coupé, si sposa con le caratteristiche da SUV che ci si aspetta da un veicolo di taglia media con lunghezza attorno ai “canonici” quattro metri e mezzo: una formula certamente non nuova, ma che l’inedita C-HR+ fa sua sfoggiando un forte piglio di personalità. Dalla “sorellina” minore questa nuova vettura trae ispirazione soprattutto nel look, aggiungendo giusto il “+” nella denominazione pressoché uguale a sottolineare la derivazione diretta delle sue forme piuttosto nette, con coda rastremata e lunotto fortemente inclinato. Tecnicamente, invece, è la più grande bZ4X a offrire le basi della costruzione, con piattaforma e meccanica puramente elettrica condivise.
La vettura oggetto della prova, nel ricco allestimento Premium, adotta in particolare la meccanica più performante a due motori, con l’unità principale da 227 cv sull’asse anteriore cui si aggiunge il secondo e più compatto motore da 121 cv, incaricato di spingere le ruote posteriori realizzando la consueta trazione integrale “wireless”, a controllo elettronico. La batteria al litio offre una capacità pari a 77 kWh e supporta la ricarica rapida su colonnine pubbliche fino a un massimo di 150 kW, scelta che consente un ripristino della carica dal 10 all’80% in trenta minuti nelle migliori condizioni. Con queste caratteristiche, la C-HR+ offre solide basi di autonomia: nell’impiego reale i 400 km con un singolo “pieno” elettrico si superano con facilità, lasciando spazio a percorrenze anche nettamente superiori al prevalere di contesti d’uso particolarmente favorevoli, come città e spostamenti extraurbani.
L’abitacolo propone un approccio estetico in sintonia con le forme esterne, pur riprendendo anche in questo caso la stessa plancia già presente a bordo della bZ4X. Le sue forme piuttosto avveniristiche e originali si accordano al meglio ai volumi sportiveggianti della carrozzeria, caratterizzandosi per uno sviluppo orizzontale deciso che libera spazio visivo di fronte ai passeggeri. Le informazioni sono concentrate su due monitor: uno molto piccolo per la strumentazione, disposto davanti al corposo volante e per la verità in parte oscurato proprio dalla sua corona, a meno di non essere particolarmente alti; l’altro centrale, invece, assai generoso, da ben 14 pollici, disposto in posizione semiflottante e dunque ancora più evidente. La visualizzazione di multimedialità e navigazione si estende in realtà solo nella porzione superiore, dedicando la fascia più bassa ai controlli per la climatizzazione e ad alcuni comandi secondari, dunque sempre ben accessibili. Molto largo e rialzato poi il tunnel centrale, che nella zona inferiore propone un comodo vano portaoggetti aperto sui due lati. Curati materiali e assemblaggi, per un insieme dal “tono” leggermente più pregiato rispetto ad altri modelli del marchio giapponese.
La posizione di guida è piuttosto riuscita e lascia spazio a una buona personalizzazione della postura, sfruttando tra l’altro poltrone ampiamente dimensionate e dal buon sostegno sulla distanza. L’abitabilità posteriore appare invece un po’ meno generosa, poiché accessibilità e libertà di movimento in altezza risultano ridimensionate dal taglio discendente del profilo del tetto. Più che corretto tuttavia lo spazio per le gambe, così come apprezzabile la presenza delle bocchette di aerazione centrali dedicate a questa zona. Quanto alla capacità di carico, la C-HR+ obbliga a valutare più attentamente del consueto il volume del proprio bagaglio, per via di una cubatura utile limitata a 416 litri. Manca inoltre la botola per lo stivaggio di oggetti lunghi.
Al volante, la C-HR+ AWD fa subito sfoggio di prestazioni vigorose e superiori alle attese. La spinta è possente e le variazioni di andatura si fanno quasi brucianti quando si sfrutta a fondo tutta la potenza disponibile: ai 100 km/h da fermo si arriva in poco più di 5 secondi, pur con una massa del veicolo che supera le 2 tonnellate. Malgrado questo potenziale dinamico di tutto rispetto, il carattere della vettura punta tuttavia più su comfort ed equilibrio che sulla sportività. A partire dalle sospensioni, che offrono una taratura molto equilibrata e capace in primo luogo di assorbire con eccellenza ogni asperità. Il rollio è avvertibile, seppur sempre ben sotto controllo, mentre al crescere del ritmo di marcia, tra le curve, una certa inerzia nei cambi di direzione combinata a un sottosterzo via via più presente suggerisce un chiaro equilibrio tra vivacità di marcia e compostezza d’azione. Oltre il quale non vale la pena spingersi. Lo stesso sterzo non è particolarmente pronto, seppur progressivo e capace di contribuire a una guida comunque piacevole e sicura: in una parola, autorevole in ogni condizione, seppur lontana da un’indole sportiva. Di buona qualità l’isolamento acustico, anche se leggermente perturbato da qualche fruscio avvertibile alle andature più sostenute.
| Modello | Toyota C-HR+ |
| Versione | Premium AWD |
| Motore | Due unità elettriche sincrone |
| Potenza, coppia | 343 cv, 338 Nm |
| Trazione | Integrale |
| Cambio | Automatico monomarcia |
| Massa a vuoto | 2’104 kg |
| 0-100 km/h | 5,2 secondi |
| Velocità massima | 180 km/h |
| Consumo medio | 15,5 kWh/100 km (omologato) |
| Prezzo | 49’900 Chf |