La batteria non regala grandi autonomie, ma aggiunge spinta e nuove funzioni, senza comprometterne l’attitudine al lavoro

All’interno dell’ampia e articolata gamma Ford, l’elettrificazione parziale raggiunge ora anche una delle tipologie di veicolo più legate alla tradizione, alla robustezza e alla specializzazione in ambito lavorativo: il pick-up. L’attuale generazione del Ranger si arricchisce infatti di una motorizzazione ibrida plug-in, dunque ricaricabile, che rappresenta una primizia nel suo genere sui mercati europei. Una soluzione pensata per garantire a questo generoso mezzo – nelle dimensioni come nella massa – una capacità di spinta adeguata soprattutto ai bassi regimi, assicurando doti di reattività in ogni condizione, pur affidando la componente termica principale a un compatto, e insolito per la categoria, quattro cilindri benzina turbo di 2,3 litri.
Il motore elettrico, da 102 cv, è integrato direttamente all’interno del blocco della trasmissione automatica a dieci rapporti, mentre la batteria al litio è posizionata sotto il cassone, profondo 1,64 metri e largo 1,22, senza ridurne la capacità di carico, salvo un’altezza delle sponde inferiore di circa 30 mm. La capacità dell’accumulatore è pari a 11,8 kWh, ma la ricarica esterna è possibile soltanto in corrente alternata fino a 16 A: un limite che rende il pieno di energia piuttosto lento, richiedendo quasi quattro ore. In compenso, con l’opzione Pro Power On Board, l’energia immagazzinata può essere impiegata per alimentare dispositivi elettrici esterni tramite le prese da 230 V collocate nel cassone, accedendo a potenze fino a 2,3 oppure 6,9 kW. A batteria scarica, il motore a benzina si avvia automaticamente per mantenere senza interruzioni il flusso di corrente verso gli apparecchi collegati, siano essi utensili, frigoriferi, e-bike, utenze da campeggio o altro ancora.
Così configurato, il Ranger Phev – che abbiamo provato nell’allestimento Wildtrak, completo e sportiveggiante – conserva integralmente la capacità di traino fino a 3’500 kg e la possibilità di carico fino a 1’000 kg, aggiungendo il vantaggio del rallentamento rigenerativo che, oltre a ripristinare parzialmente la carica della batteria, funge da freno motore supplementare, utile soprattutto a pieno carico. Molto versatile anche la trazione integrale, configurabile in numerose modalità: due sole ruote motrici, 4x4 a ripartizione automatica, rapporti ridotti con blocco centrale e blocco del differenziale posteriore. A completare il quadro vi sono diversi programmi di gestione dedicati ai fondi naturali, oltre alla modalità sportiva.
Al volante, il Ranger ibrido offre subito una solida sensazione di comfort. Il compatto motore benzina turbo si dimostra fluido, rotondo e particolarmente silenzioso nell’impiego quotidiano, anche per merito della riuscita integrazione con l’unità elettrica, capace di aggiungere la necessaria spinta soprattutto ai regimi più bassi. Ne deriva tutta l’elasticità richiesta a un mezzo di questo tipo, insieme a una risposta dell’acceleratore sempre pronta, senza far rimpiangere più di tanto il classico motore a gasolio. Quando serve guadagnare velocità rapidamente, il pick-up americano mette in mostra una buona reattività anche alle andature medio-alte, complice la risposta puntuale e rapida del cambio automatico che, forte dei suoi dieci rapporti, riesce quasi sempre a proporre la marcia ideale. Manca soltanto la possibilità di una selezione manuale sequenziale, che avrebbe aggiunto un pizzico di coinvolgimento in più.
Quanto ai consumi, a batteria scarica il Ranger Phev richiede mediamente circa 12 l/100 km, potendo scendere anche sotto i 10 l/100 km in contesti di utilizzo specifici. L’autonomia in modalità elettrica, invece, resta contenuta e si attesta su circa 30 chilometri reali. Potenza e percorrenza a zero emissioni locali sono comunque adeguate agli spostamenti tipicamente urbani, nei quali è possibile seguire il traffico senza alcuna fatica.
Tra le curve, la guida appare piuttosto naturale per la tipologia di mezzo. Il rollio è presente – le sospensioni sono abbastanza morbide e assorbono bene –, ma resta al tempo stesso sufficientemente sotto controllo negli appoggi, permettendo di conservare un certo ritmo senza troppa fatica. Il comportamento è prevedibile e rassicurante; sconta soltanto uno sterzo un po’ lento, data l’elevata demoltiplicazione, pur risultando di per sé piuttosto preciso, soprattutto nelle correzioni minori, e dotato di un’adeguata sensibilità per percepire l’aderenza a disposizione dell’avantreno. Ancor più selezionando la modalità Sport, che aggiunge un velo di prontezza e di carattere dinamico.
Comoda e rilassante la posizione di guida, notevolmente rialzata, con una poltrona ampia e avvolgente. Nel complesso, l’impostazione è più automobilistica di quanto ci si potrebbe aspettare da un pick-up, e non troppo distante da quella offerta da molti SUV. L’ambiente di bordo, moderno e piuttosto ben rifinito, contribuisce alla sensazione di ricercatezza, con un marcato tocco hi-tech affidato agli schermi digitali, tra cui quello centrale da 12”, ampio e disposto verticalmente. Ben fruibile anche il divano posteriore, sia per libertà di movimento sia per l’adeguata inclinazione dello schienale.
| Modello | Ford Ranger |
| Versione | 2.3L Phev EcoBoost e-4WD Aut. Wildtrak |
| Motore | Sistema ibrido plug-in con 4 cilindri 2,3 litri benzina turbo e unità elettrica |
| Potenza, coppia | 281 cv, 697 Nm |
| Trazione | Integrale e-4WD |
| Cambio | Automatico a dieci rapporti |
| Massa a vuoto | 2’560 kg |
| 0-100 km/h | 9,2 secondi |
| Velocità massima | 180 km/h |
| Consumo medio | 6,4 l/100 km + 12,9 kWh/100 km (omologato) |
| Prezzo | 72’250 Chf |