Auto e moto

Volkswagen ID. Buzz GTX: il ‘Bulli’ mostra i muscoli

Un’interpretazione insolita della sportività, che affianca spaziosità e comfort a prestazioni di rilievo

L’adozione del passo maggiorato non toglie nulla al design rétro dell’ID. Buzz, monovolume elettrico ispirato alla popolare, prima generazione del Transporter. Suggestiva la verniciatura bicolore
27 aprile 2026
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C’è qualcosa di intrinsecamente curioso nel vedere un van elettrico vestire i panni di una versione sportiva. Eppure, è esattamente ciò che accade con l’ID. Buzz GTX, variante di punta del “rinato” Bulli che, a quattro anni dal debutto, evolve nei contenuti senza snaturare la propria identità.

In prova troviamo la configurazione a passo lungo, con due motori elettrici che realizzano la trazione integrale. Il colpo d’occhio resta quello ben noto, anche con un passo che supera i 3,20 metri e una lunghezza prossima ai cinque: sbalzi contenuti, frontale corto e parabrezza quasi verticale definiscono un design unico e riconoscibile, capace di fondere il richiamo al passato con l’impostazione da moderna monovolume. A valorizzare ulteriormente l’insieme contribuiscono le grandi ruote da 21 pollici e la suggestiva verniciatura bicolore, chiaro omaggio alle versioni Panorama di un tempo. L’abitabilità resta uno dei punti cardine, con sei o sette posti a disposizione e una gestione degli spazi estremamente versatile.

Alla guida la versione GTX del “Buzz” mette infatti in mostra una doppia personalità ben definita: da un lato conferma la sua vocazione turistica, dall’altro introduce una dinamica più incisiva di quanto ci si aspetterebbe. La base tecnica è di rilievo per la categoria. Il sistema a doppio motore combina l’unità principale da 286 CV al posteriore con quella anteriore da 109 CV, per una potenza complessiva di 340 CV e trazione integrale. La batteria da 86 kWh netti supporta ricariche in corrente continua fino a 200 kW, consentendo di passare dal 10 all’80% in circa mezz’ora.

Nella marcia quotidiana emerge subito un’impostazione votata al comfort. Le sospensioni assorbono con efficacia le asperità, quasi senza lasciar la taratura leggermente più “ferma”, rispettivamente la presenza delle ruote maggiorate. Il tutto si combina con un ambiente di bordo rilassante e accogliente, ideale per i lunghi trasferimenti. Lo sterzo appare piuttosto filtrato attorno al centro e non particolarmente rapido né preciso, ma mantiene un carico adeguato che restituisce una guida comunque presente e piacevole. Ovviamente più ostica, alla luce dei notevoli ingombri esterni, la manovrabilità negli spazi stretti, mentre l’insonorizzazione resta valida pur lasciando filtrare fruscii aerodinamici e di rotolamento alle andature più sostenute.

È però selezionando il programma Sport che il Buzz cambia realmente passo. La risposta dei comandi diventa più pronta – incluso il pedale del freno – mentre il controllo del rollio migliora sensibilmente, conferendo maggiore autorevolezza tra le curve. Pur senza trasformarsi in una vera sportiva, la modalità più dinamica risulta ben calibrata e capace di rendere la guida più coinvolgente, giustificando la sigla GTX. La stabilità resta elevata anche alle velocità più sostenute, beneficiando del passo generoso, mentre aumentando il ritmo emerge un sottosterzo progressivo, sempre facile da gestire. Anche l’erogazione della potenza si distingue per fluidità e progressività, permettendo di sfruttare con naturalezza prestazioni tutt’altro che trascurabili: lo scatto da fermo ai 100 km/h richiede poco più di sei secondi, nonostante una massa che si avvicina alle tre tonnellate. Il tutto è supportato da un’elettronica dall’intervento preventivo ma sempre dolce.

Resta invece meno convincente l’autonomia reale, che appare poco allineata alla vocazione da monovolume da viaggio: nell’uso misto si percorrono circa 300 km con una carica completa, mentre in autostrada è difficile superare i 250 km.

All’interno, l’ambiente predilige tonalità scure con finiture a contrasto, perdendo leggermente quel sapore rétro che caratterizza altre versioni, ma mantenendo comunque un buon livello di fascino. La qualità percepita è complessivamente valida, pur con l’impiego diffuso di plastiche rigide – in particolare nei pannelli porta – che risultano facilmente soggette a graffi. La posizione di guida è quella tipica dei van, alta e avanzata, mentre la plancia adotta il consueto schema con piccolo display per il quadro strumenti (affiancato dall’head-up display) e schermo centrale da 12,9 pollici. Quest’ultimo beneficia di una maggiore potenza di calcolo ed è affiancato da una nuova barra a sfioramento per la gestione di temperatura e volume.

Grande protagonista resta lo spazio: il divano della seconda fila, scorrevole, offre una libertà di movimento notevole, mentre la terza fila a scomparsa è facilmente accessibile e sfruttabile anche da adulti. In coda, il vano di carico rialzato consente di ottenere un piano completamente livellato abbattendo la terza fila e integra due pratici cassetti estraibili, con una capacità di 1’340 litri in configurazione a cinque posti.

Scheda Tecnica

ModelloVolkswagen ID. Buzz LWB
VersioneGTX 4Motion
MotoreDue unità elettriche a magnete permanente
Potenza, coppia340 cv, 550 Nm
TrazioneIntegrale
CambioAutomatico monomarcia
Massa a vuoto2’874 kg
0-100 km/h6,4 secondi
Velocità massima160 km/h
Consumo medio20,6-21,3 kWh/100 km (omologato)
Prezzo80’330 Chf

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