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24.08.2022 - 05:00

Yamaha R1, dalla strada al circuito con naturalezza

La R1 è una supersportiva fra le più godibili su strada e allo stesso tempo garantisce prestazioni da riferimento in pista

di Mario e Centa
yamaha-r1-dalla-strada-al-circuito-con-naturalezza
Roby Rolfo, titolare dell’omonima scuola di pilotaggio racing, già vice campione del mondo 250 cc, pilota moto 2, moto GP, SBK, supersport, e dal 2018 corre nel mondiale endurance in sella alla Yamaha R1

L’impegno totale di Yamaha nelle competizioni non è secondo a nessuno, sia quando lotta per la vittoria in Superbike che in MotoGP. Ogni modello R-Series è sviluppato con l’utilizzo di tecnologia avanzata derivata dalle moto che hanno vinto in WSBK e si ispira in parte al design delle M1 che corrono in MotoGP.
Uno degli sviluppi più significativi nella storia della R1 è arrivato nel 2009 dal rivoluzionario motore Yamaha Crossplane, che con la sua tecnologia offre una coppia corposa e lineare grazie all’ampio range di potenza sempre gestibile, segnando così l’inizio di una nuova era in cui la casa di Iwata si è concentrata sul miglioramento della guidabilità e del controllo. Un ulteriore salto di qualità è avvenuto nel 2015, con l’implementazione della tecnologia per la gestione elettronica di ultima generazione. La versione 2015 era in realtà una moto del tutto nuova che ha segnato il passaggio della R1 dal mondo analogico a quello digitale. Nel 2018 l’introduzione di un’elettronica ancora più avanzata sottolineava ulteriormente il grado di sofisticazione tecnologica della moto. Nel 2020 la R1 adotta un look nuovo ispirato alle competizioni con un motore perfezionato e un totale di sette sistemi di controllo elettronico, fra cui quello del gas.

In sella su strada:
il piacere che non ti aspetti

Non capita spesso di poter affermare che una supersportiva sia realmente godibile anche su strada, la R1 da questo punto di vista ci ha sorpreso positivamente, sì, perché invoglia a percorrere chilometri con una buona dose di divertimento, un altro aspetto per niente scontato pensando alla tipologia di moto. Quali sono le caratteristiche che la rendono piacevolmente godibile anche nei percorsi stradali? Cominciamo dalla posizione di guida che non è eccessivamente caricata sui polsi, le pedane alla giusta altezza, quindi non ci si sente con le gambe troppo raccolte, una posizione abbastanza confortevole quindi, questo evita indolenzimenti a mani, spalle e schiena anche solo dopo pochi chilometri. Il propulsore della R1 è decisamente entusiasmante, in questo caso non ci riferiamo alla sua potenza pura (200 cavalli) ma all’erogazione, un riferimento in quanto a coppia ai bassi e medi regimi, quello che fondamentalmente serve su strada per una guida più confortevole anche da questo punto di vista, richiama un po’ la sensazione di erogazione ai bassi regimi dei tre cilindri di altri modelli in casa Yamaha. È chiaro che il vero potenziale della R1 si può sfruttare solo fra i cordoli di un circuito. La rapportatura lunga del cambio, soprattutto nelle marce basse, garantisce un’ottima fluidità di marcia nei percorsi molto tortuosi e nei tornanti più stretti. Un altro aspetto che abbiamo apprezzato è la taratura soft delle sospensioni, adatta per l’utilizzo stradale, perché filtra bene anche i tratti di strada più sconnessi. Nei percorsi molto tortuosi si fa apprezzare per reattività e facilità con cui entra in curva risultando in quei frangenti di guida intuitivamente facile. Nei tratti urbani per lei in teoria meno congeniali si disimpegna bene grazie a una buona maneggevolezza alle basse velocità e alla fluidità del suo propulsore, certo quest’ultimo in città fa sentire il calore sulle gambe, però dopotutto la R1 anche in mezzo al traffico se la cava egregiamente. Nei tratti autostradali stando in carena non si accusano fastidiose turbolenze e la protezione all’aria è buona. Anche il cambio elettronico contribuisce a rendere i viaggi o i brevi spostamenti più confortevoli, sempre preciso e morbido negli innesti, mentre l’impianto frenante risulta a sua volta sempre rassicurante in tutte la situazioni, ben modulabile e potente. Ribadiamo, non aspettatevi la comodità delle moto dedicate ai lunghi viaggi. Tante volte pensare di intraprendere un viaggio con una supersportiva ci fa desistere, pensando soprattutto al comfort, con questa R1 ci sembra un’idea concretamente più realizzabile, senza mettersi nelle mani di un fisioterapista una volta arrivati a destinazione.

Fra i cordoli del circuito di Cremona
con Roby Rolfo

Abbiamo approfittato della presenza di Roby Rolfo impegnato con la sua omonima Scuola di pilotaggio racing presso il Cremona Circuit per confrontarci sulle sensazioni di guida di questa R1 in versione base. Roby da alcuni anni gareggia nel Mondiale endurance e dal 2018 proprio con la Yamaha R1 in versione SBK e STK.
"Devo dire che quest’ultima evoluzione della R1 la trovo diversa dalle precedenti, mi sono sentito seduto più basso, il baricentro della moto si è abbassato. La distribuzione della potenza è come sempre da riferimento, la soluzione del motore Yamaha a scoppi irregolari dà sempre tanto feeling e riesci ad accelerare in maniera progressiva ed efficiente. L’ottima trazione permette anche di salvare la gomma posteriore dal consumo eccessivo. La potenza frenante mi sembra buona anche se a livello elettronico, con un po’ di tempo a disposizione, si sarebbe potuto trovare una migliore regolazione del freno motore per poter fermare la moto nelle staccate con maggior efficacia. Nel complesso rispetto alle versioni stradali precedenti la trovo di più facile interpretazione proprio per il baricentro un po’ più basso che aiuta a renderla più stabile in staccata e in accelerazione con una minor tendenza all’impennamento. Con l’introduzione del gas elettronico mi sembra anche migliorata la connessione tra gas e ruota posteriore in fase di accelerazione".

Aggiungiamo da parte nostra che il setting basico delle sospensioni della R1 è tendenzialmente morbido, perfetto per un utilizzo stradale, anche se fra i cordoli una guida morbida è ripagata da tanto piacere e facilità. Ogni cambiamento di quest’ultima evoluzione ci sembra ben indirizzato a rendere questa supersportiva più godibile sia su strada che su pista. www.robyrolfo.it.

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