Motore aspirato anteriore, cambio manuale, trazion
Auto e moto
20.12.2017 - 10:360

Aston Martin V12 Vantage S

Infilare un dodici cilindri nel vano motore di una vettura nata per ospitare un V8
è una di quelle operazioni che fanno battere il cuore a noi appas­sionati, a maggior ragione se il motore è aspirato, la trazio­ne posteriore e il cambio manuale. Un concetto tanto anacronistico quanto affascinante che probabilmente non vedremo mai più.

Ci sono prove su strada che hanno il sapore di un addio. Mi è capitato qualche settimana fa con la Subaru WRX STI che dall’anno prossimo non sarà più venduta in Europa, mi capita con le Mazda MX-5 e le Toyota GT86 perché automobili pure e autentiche (oltre che abbordabili) come quelle sembrano destinate a sparire, mi è capitato con la Porsche 911 GT3 che quasi sicuramente dovrà abbandonare per sempre il motore aspirato. La stessa cosa era successa un bel po’ di anni fa quando per la prima volta mi misi al volante della prima Aston Martin Vantage con motore V12. Un’automobile che racchiude in sé molte unicità. Da un lato lo schema meccanico che più tradizionale non si può, dall’altro l’assurdo fascino di aver infilato nel suo vano motore un propulsore talmente grande da non sembrarti vero. Se già allora sembrava abbastanza certo il fatto che automobili come queste sarebbero state presto relegate ai musei e ai libri di storia dell’automobile, questa sensazione è ulteriormente amplificata al giorno d’oggi in cui le vetture sportive con motore aspirato presenti sul mercato si contano sulle dita di due mani. Metterla in moto innestando la chiave di cristallo nella consolle centrale è un’operazione dal sapore quasi sacro che avviene in religioso silenzio, in attesa che i dodici cilindri lo lacerino letteralmente con il loro urlo.
Va detto che la V12 Vantage S è forse fin troppo educata, esteticamente parlando. Non fosse per i grandi sfoghi d’aria sul cofano molto difficilmente si arriverebbe a pensare che là sotto vi sia quasi un ‘seimila’. Un motore che spinge già da 1’000 giri al minuto ed esprime la sua coppia con naturale regolarità rispondendo istantaneamente alle sollecitazioni dell’acceleratore. Non serve necessariamente andare forte per provare qualche soddisfazione; primo perché tra i 2’500 e i 3’500 g/min il sound si fa particolarmente intenso, secondo perché le mani afferrano uno sterzo molto corposo e particolarmente comunicativo, sensibile anche nella zona ‘zero’ e che fa trasparire la sua precisione. Un vero piacere.
La spontaneità è sicuramente una delle caratteristiche che meglio descrive questa Aston Martin, il cui V12 spinge con un’energia proporzionale al regime di rotazione dello stesso e la cui cattiveria muta di conseguenza. Ma niente paura: grazie al fatto che il motore è privo di sovralimentazione non si viene sovrastati dalla coppia e la potenza da scaricare al suolo può essere calibrata con grande precisione tramite il piede destro. Affrontate le prime curve piace subito la compattezza del telaio e le rispettive reazioni molto coerenti fra avantreno e retrotreno. I cambi di direzione avven-gono con rapidità e il fatto che sappia trasmettere molte informazioni consente sempre di capire – tramite le mani – dove sono le ruote anteriori e cosa passa sotto di esse, mentre con il fondoschiena si ha sempre un’idea chiara del lavoro svolto dal differenziale autobloccante e dalla quantità di aderenza a disposizione dei pneumatici posteriori. Senti insomma tutto ciò che fa e che vorrebbe fare, sensazione che non capita di provare tutti i giorni e che ti mettono in bella sintonia, esplorando i limiti di una vettura neutra e dall’assetto rigido che cerca però il contatto con la strada, tanto che persino su asfalti non particolarmente levigati non servono particolari correzioni.
In un contesto così autentico il cambio manuale si integra ovviamente alla perfezione, non fosse per il fatto che gli innesti non ben definiti e la spaziatura molto ravvicinata inducono spesso ad un errore nelle cambiate più veloci – al posto di un sette rapporti con la prima in basso a sinistra si desidererebbe piuttosto un buon sei rapporti. Ciononostante con la V12 Vantage si possono raggiungere ritmi particolarmente elevati, ai quali si aggiungerebbe giusto un po’ più di cattiveria dal motore: un limitatore fissato un po’ più in alto e un urlo ancora più intenso rappresenterebbero la ciliegina sulla torta in termini di purezza di guida. Che qui è comunque rappresentata ai massimi livelli: dal feeling che instauri con i comandi alla naturalezza con cui la porti ai suoi limiti. Sempre che, ovviamente, si disponga di un minimo d’esperienza.

Scheda Tecnica

MotoreV12, benzina (aspirato), 5.9 litri
Potenza, coppia573 cv, 620 Nm
Trazioneposteriore
    Cambiomanuale a 7 rapporti
massa a vuoto1’665 kg
    0-100 km/h3.9 secondi
velocità massima330 km
    consumo medion.d.
Prezzo190’000 Chf
La compri se...tra le sportive moderne
ne fatichi a trovare una che sappia trasmetterti sensazioni autentiche

 

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