Architettura

A Madrid il Palazzo Abrante diventa 'living-lab' per la sua riqualificazione

14 aprile 2026
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Il futuro del Palacio de Abrantes, sede dell'Istituto Italiano di Cultura di Madrid, al centro del seminario "Casa Italia Madrid Living-Lab", promosso con il Politecnico di Milano, dedicato al percorso di studio per la riqualificazione e il futuro architettonico del Palacio de Abrantes, storica sede dell'Istituto tra Calle Mayor e l'area del Palazzo Reale.

A introdurre i lavori, i saluti istituzionali del sottosegretario di Stato del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, Maria Tripodi, insieme al deputato Massimo Milani, membro della Commissione Ambiente della Camera.

"Il legame tra Italia e Spagna è forte e vogliamo che, attraverso la diplomazia della Cultura, questo legame si possa stringere sempre di più. Questa, che è la nostra Casa di rappresentanza, deve essere all'altezza della missione che gli è affidata", ha dichiarato Milani.

Fra i contributi, anche quello della consigliera culturale dell'ambasciata d'Italia in Spagna, Antonietta Cornacchia, in rappresentanza dell'ambasciatore Giuseppe Buccino Grimaldi.

Dal mondo accademico, il professor Stefano Capolongo ha sottolineato: "È una grande opportunità portare ricerca e innovazione all'interno di un edificio fortemente identitario. Il Palazzo di Abrantes potrà diventare un laboratorio di sperimentazione per nuove tecnologie, nuovi materiali e nuovi modelli funzionali".

L'architetto Carlo Ratti ha evidenziato il valore degli spazi fisici: "In un'epoca sempre più dominata dalla dimensione digitale, il valore del ritrovarsi in uno spazio fisico diventa ancora più essenziale". "È proprio attraverso questi incontri che si formano legami deboli e, con essi, il tessuto sociale delle nostre città". ha aggiunto Ratti.

Il focus progettuale sul Palazzo de Abrantes è stato guidato dal professor Stefano Capolongo del Dipartimento ABC del Politecnico di Milano, con il contributo del team di architetti composto da Barbara Galli, Alessandra Oppio, Silvia Mangili e Andrea Rebecchi, che hanno approfondito rispettivamente i temi del valore del patrimonio architettonico, della dimensione sociale dello spazio, dell'accessibilità e dell'inclusione e della qualità ambientale degli interni.

Le conclusioni sono state affidate a Stefano Lanna, direttore generale del Piano Olivetti per la Cultura del ministero della Cultura, che ha sottolineato come "intervenire su un luogo come questo significa assumersi una responsabilità che va oltre il progetto architettonico: significa contribuire a ridisegnare un ambiente culturale, nel quale le persone possano riconoscersi, incontrarsi, produrre senso". "Da questo punto di vista- ha aggiunto - l'idea di 'Living Lab' è particolarmente fertile. Perché introduce un'idea di cultura non come rappresentazione statica, ma come processo continuo, aperto, condiviso" .

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Questo articolo è stato pubblicato con l'ausilio dell'IA. Maggiori informazioni