Coralli del Mar Rosso
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05.08.2017 - 05:000

Coralli a rischio

La sopravvivenza dei coralli è a rischio ed è minacciata soprattutto dall’uomo. Nel 2016 lo sbiancamento della Grande Barriera Corallina australiana è stato superiore al previsto: quasi un terzo dei coralli è morto.

Lo sbiancamento peggiore è avvenuto nella zona a nord di Port Douglas, dove si stima la morte del 70% dei coralli presenti in acque poco profonde. E a detta degli gli esperti il trend per il 2017 non è molto diverso. Secondo gli ultimi studi, circa il 60 per cento delle barriere coralline mondiali è fortemente minacciato dall’overfishing, da metodi di pesca devastanti in cui si fa ricorso a cianuro e dinamite, e dal crescente inquinamento ambientale.

Troppi Paesi non proteggono le proprie barriere coralline come dovrebbero, e anzi, costriuiscono porti sempre più grandi e devastanti. I coralli vivono nei mari tropicali che bagnano oltre cento nazioni della terra. Per i banchi corallini il surriscaldamento globale rappresenta la minaccia più seria di sempre. A causa del consumo sempre crescente di prodotti derivati dal petrolio, l’uomo continua ad immettere nell’atmosfera un’eccessiva quantità di CO2. L’acqua dei mari dove vivono i coralli ha una temperatura media tra i 18 e i 20 gradi. Se la temperatura aumenta anche solo di poco, i coralli muoiono e, lentamente, si estinguono. Il WWF Svizzera al momento è impegnato nella protezione della Barriera Corallina del Belize e sostiene i colleghi in Australia. Nella zona meridionale, infatti, è stato osservato un recupero della barriera.

Bialowieza è salva

Arriva il plauso del WWF alla decisione della Corte di giustizia dell’Unione europea di fermare il taglio del legname nella foresta di Bialowieza, in Polonia, uno dei patrimoni mondiali dell’UNESCO che custodisce, tra le tante specie, il bisonte europeo.

“Si tratta di una grande novità per quest’importante area forestale e per le comunità che ne dipendono – ha dichiarato Dariusz Gatlowski, Biodiversity Specialist del WWF Polonia –. Ordinando al governo polacco di fermare ogni attività di taglio, la Corte riconosce che tali azioni provocano danni gravi e irreparabili a questo sito inestimabile. Bialowieza deve essere protetta a beneficio delle generazioni future. Ora ci aspettiamo che il governo aderisca immediatamente all’ordine della Corte e fermi la distruzione della foresta di pianura meglio conservata d’Europa”.

La Corte di giustizia chiede di sospendere le attività di taglio salvo le situazioni che minacciano la sicurezza pubblica. In pratica, ciò significa non solo la sospensione dell’esecuzione della decisione del ministro dell’Ambiente polacco Jan Szyszko, adottata dal marzo del 2016, che consentiva un maggiore sfruttamento nel distretto boschivo di Bialowieza, ma anche un divieto di eliminare gli alberi più vecchi dalle altre parti del foresta. Il divieto rimarrà in vigore fino alla conclusione definitiva del caso presso la Corte UE.

La Corte ha basato la propria decisione sulle cosiddette misure provvisorie. Questo è uno strumento giuridico straordinario che sospende un’attività  con effetto immediato. La Corte la adotta molto raramente, solo nei casi in cui le attività in corso giudicate dannose possano causare danni gravi e irreparabili.

“La decisione della Corte di giustizia Europea conferma ciò che la Commissione europea, l’UNESCO, la maggior parte della comunità scientifica e il WWF hanno già sottolineato: la minaccia per questo habitat e le sue specie protette è la deforestazione e non un qualche insetto delle cortecce. Ora bisogna fermare ogni attività di taglio prima che si facciano ulteriori danni” – ha concluso Gatlowski. 

Questa foresta ospita il bisonte europeo. Si tratta del più grande mammifero terrestre d’Europa. Si era estinto dopo la Prima guerra mondiale, ma gradualmente si è cercato di reintrodurre in natura questa specie grazie agli esemplari che si trovavano nei vari zoo d’Europa. Complessivamente sono circa 4’000 gli esemplari di bisonte europeo, ma solo nella foresta di Bialowieza vivono completamente allo stato selvatico.

Piccoli grandi eroi

Gli eroi della settimana sono questi bambini di Sciacca, in provincia di Agrigento in Sicilia, che hanno scoperto nei pressi di uno stabilimento un nido di tartaruga “Caretta caretta”.

La scoperta è avvenuta a seguito di una mareggiata che ha scoperchiato il nido e messo alla luce le uova. 

Immediatamente sono stati avvisati i volontari del WWF, che insieme agli operatori del Progetto europeo Euroturtles, si sono messi al lavoro per realizzare la “traslocazione” delle uova, secondo le rigide linee guida previste in questi casi. Le uova prelevate sono state poste in ordine di ritrovamento nelle cassette e spostate a poche decine di metri in un punto già noto per via dei nidi degli scorsi anni, a distanza di sicurezza dal mare.

Ora bisognerà attendere per sapere se le uova si sono salvate o l’immersione in acqua le ha danneggiate.



 


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