un-leader-che-ha-dimenticato-il-futuro
Vladimir Putin durante la parata di ieri (Keystone)
ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
6 ore

Wonder Woman e il pianoforte a coda abitano nel Luganese

Un annuncio di lavoro richiede alla babysitter doti linguistiche, gastronomiche, pedagogiche, musicali, antropologiche, mediche, e non solo
Commento
2 gior

Dopo aver corso per Totti, ora Tommasi corre per Verona

L’ex calciatore della Roma diventa sindaco alla guida di una lista civica appoggiata dal centro-sinistra. Una figura atipica nella politica italiana
Commento
3 gior

La Corte suprema Usa e i suoi imam

Stati a guida repubblicana lancia in resta dopo la sentenza anti-aborto. Dietro c’è una strategia a lungo e tenacemente perseguita
Commento
5 gior

A scuola di TiSin (elogio del cazziatone)

Le motivazioni della sanzione a una delle aziende di Ticino Manufacturing per aver aggirato il salario minimo lasciano aperta la questione politica
Commento
5 gior

M5S, la diversità di essere uguali

Lo strappo di Di Maio ci fa vedere in controluce il mondo quasi alieno e tutte le bugie che il Movimento ha raccontato prima di tutto a sé stesso
l’ospite
6 gior

Le conseguenze della guerra

Commento
6 gior

Magistratura, se la politica non fa i compiti

Riorganizzazione della Procura: a un anno e mezzo dal mandato conferitole dal Gran Consiglio, dalla commissione ‘Giustizia’ finora nulla di concreto
Commento
1 sett

Calcio femminile a maturazione lenta

I premi provenienti da Fifa e Uefa saranno equiparati per uomini e donne, ma la parità salariale è ancora lontana
Commento
1 sett

Targhe e arte della politica: la vittoria Ppd, la sconfitta Plr

Sulle imposte di circolazione il compromesso i popolari democratici l’hanno raggiunto con la sinistra, non coi liberali radicali. Appunti per il futuro
Commento
1 sett

Giochi di potere a Wimbledon

La politica ha avuto un ruolo nell’esclusione di tennisti russi e bielorussi, Atp e Wta hanno risposto togliendo i punti e inguaiando molti giocatori
Commento
1 sett

Lite Di Maio-Conte, i grillini si sfarinano

Ormai il Movimento 5 Stelle pare condannato alla scissione e a un destino di battibecchi da partitino minore
Commento
1 sett

Ha vinto solo Marine Le Pen

La Francia entra da oggi nell’era della politica liquida, del pericoloso disorientamento e del disincanto: 3 giovani su 4 non si sono recati ai seggi
Sguardo a Nord
1 sett

Casa dolce casa

Commento
1 sett

Il Tour, i Tir e quello striscione-verità

Il Mendrisiotto è attraversato da un moto di ribellione: dalle istituzioni al popolo. Colpa delle troppe corsie A2 e delle scarse attenzioni cantonali
Commento
1 sett

La canzone del Fibra

È pericoloso come dicono le femministe? O siamo bacchettoni? Comunque sia, prima di portare un artista in piazza, meglio ascoltarsi un paio di suoi dischi
Commento
2 sett

Dal Consiglio degli Stati due colpi al salario minimo

Campane a morto alla Camera dei cantoni per il progetto di legge nato dalla mozione Abate sui ‘distaccati’ e sostenuto da quasi tutti i... cantoni
il commento
2 sett

Dio, Marx e referendum

L’Italia di Guareschi è ancora lì, appesa al Vaticano e al Cremlino, come ai tempi di Dc e Pci, e così la politica continua a generare mostri elettorali
LA TRAVE NELL'OCCHIO
2 sett

Noi, i degenerati difensori della liberaldemocrazia

Il mattoncino del muro di Berlino me lo aveva regalato l’amico filosofo che era stato da quelle parti nel 1989...
l’analisi
10.05.2022 - 05:25
Aggiornamento: 16:37
di di Luca Lovisolo

Un leader che ha dimenticato il futuro

Retorica e bugie per una festa malinconica, in cui lo Zar celebra il passato e ricorda sempre più gli ingialliti gerarchi del secolo scorso

Su ciò che avrebbe detto Putin il 9 maggio, "giorno della vittoria", si affollavano da settimane le attese più ansiose: dall’annuncio formale dello stato di guerra con l’Ucraina sino alla mobilitazione generale. Ebbene, il presidente russo non ha detto nulla che non si sapesse già: pensava di annunciare grandi successi, ma si è accorto di non avere mirabilia da vantare. L’unico, mesto comunicato è stato che il presidente ha firmato il decreto con il quale dispone gli aiuti a favore dei caduti e feriti dell’"operazione militare speciale" (leggasi: guerra).

L’intero discorso di Vladimir Putin si è svolto in parallelo tra i fatti del 1945, la vittoria su nazismo e fascismo (che ci furono davvero), e la guerra di oggi contro il fascismo in Ucraina (che vede solo lui). Come i soldati sovietici combatterono per la fine del nazismo, ha detto, così i militi russi stanno lottando a fianco dei combattenti del Donbass per la sicurezza della patria, perché non torni il nazismo – bisogna ricordare che l’esercito russo, per la retorica del regime, non è in Ucraina per propria iniziativa, ma a supporto delle forze armate delle repubbliche autoproclamate di Donetsk e Lugansk.

Nel lungo elenco di coloro alla cui memoria la Russia china il capo, Putin ha incluso anche le vittime dei fatti avvenuti nel 2014 nella Casa dei sindacati di Odessa. Durante gli scontri fra manifestanti, all’inizio delle rivolte nell’Ucraina sudorientale, perirono alcune decine di dimostranti. La vulgata russa presenta l’accaduto come omicidio volontario di manifestanti filorussi per mano di "neonazisti" ucraini e lo erge a paradigma di tutte le manifestazioni avvenute in Ucraina nel 2014. In realtà, in otto anni, né i tribunali ucraini né le numerose istanze internazionali che si sono occupate del caso sono riuscite ad acclarare le responsabilità.


Militari durante la parata (Keystone)

L’Occidente sminuisce il ricordo della Seconda guerra mondiale, ha precisato Putin, e gli Stati uniti minacciano anche i loro alleati, che non ne sono consapevoli. La Russia, invece, è "un Paese diverso, con un altro carattere: non rinuncia all’amor patrio, alla fede, agli usi antichi e ai valori tradizionali, al rispetto per i popoli che compongono lo Stato multietnico russo". Quando evoca "il terrorismo alimentato dall’esterno per dividere il nostro Paese", Putin sembra tornare agli inizi della sua presidenza. Si riferisce alla guerra cecena, che lo impose all’attenzione dei russi e del mondo come "uomo forte" capace di risolvere un conflitto che sembrava incontenibile. La stessa retorica, però, si può applicare a qualunque altra delle numerose tensioni etniche che punteggiano la Russia, che il regime attribuisce sempre ad agenti esterni.

Nonostante le divergenze nelle relazioni internazionali, ha vantato Putin, la Russia si è sempre impegnata per costruire un sistema di sicurezza internazionale equo. Ha cercato un dialogo sincero per trovare soluzioni ragionevoli, nell’interesse reciproco. Il tentativo fatto da Mosca di concordare con l’Occidente delle garanzie di sicurezza non ha funzionato, lamenta Putin – si riferisce alle deliranti richieste avanzate da Mosca nel dicembre 2021, in cui esigeva la neutralizzazione di un’intera fascia di Paesi dal Baltico a Mar Nero, per corrispondere alle proprie arbitrarie domande di tutela. L’Occidente, però – continua Putin – aveva un altro piano: attaccare il Donbass e il nostro territorio storico, inclusa la Crimea. Qui Putin si rifà alla sua dottrina, secondo cui tutti i territori che furono dell’Unione sovietica e dell’Impero russo sarebbero in realtà "territori russi fuori dalle frontiere della Federazione russa", in trepidante attesa della riconquista redentrice da parte di Mosca.

Per giustificare le operazioni in Ucraina, Putin insiste sull’elemento retorico che potremmo chiamare necessitas: l’intervento causa vittime (non dice quante), ma era "necessario" per salvare la Russia dal pericolo dell’aggressione da parte dell’Occidente, cresciuto ogni giorno di più. Lo scontro con i "neonazisti" ucraini era inevitabile, gli Stati Uniti lavoravano a un mondo di cui vogliono essere dominus esclusivo. Kiev, addirittura, preparava il riarmo nucleare.


Vladimir Putin visto da un artista lettone (Keystone)

Agli undici minuti del discorso segue la parata militare. Sulla Piazza Rossa i soldati marciano al passo dell’oca, ma in Ucraina marciano sul posto. In due mesi e mezzo di guerra, l’avanzata nel Donbass resta modestissima, rispetto alle zone già occupate prima del 24 febbraio. Intorno alla città di Charkiv le artiglierie russe indietreggiano ogni giorno di più, pressate dal contrattacco dell’esercito ucraino. L’unico successo che la Russia può vantare è il controllo sulla regione di Cherson, che permette di realizzare il collegamento di terra con la Crimea. L’instaurazione di un’amministrazione occupante, più volte annunciata, si scontra però con la resistenza passiva della popolazione, sebbene i russi possano contare su alcuni collaborazionisti ucraini. L’avanzata su Mykolaiv verso Odessa e la Transnistria si mostra, al momento, impossibile.

Si può aggiungere una considerazione generale. La festa del 9 maggio è il malinconico apogeo di una visione di società russa fondata solo sulla memoria del passato. Mette in luce una delle peggiori carenze del regime di Putin, da vent’anni a questa parte: l’assenza della parola "futuro" e di un progetto di società capace di motivare dei giovani di venti, trenta, quarant’anni a sentirsi parte di un Paese che li esclude da Internet e fa sfilare in uniforme militare persino i bambini, infilati in buffe sagome di cartone a forma di carro armato.

La cerimonia si chiude, la verсhuška (dirigenza) russa si allinea con senile rigidità intorno al Mausoleo di Lenin; le facce sono di Putin, Sobjanin, del patriarca Kirill… assomigliano sempre di più ai volti ingialliti dei vecchi gerarchi sovietici nei filmati di cinquant’anni or sono.

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
guerra putin russia ucraina
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved