laR+ IL COMMENTO

Il Pride permanente di Daniela Santanchè (‘non finisce qui’)

Si scorge quasi una deontologia nell’aver sempre rifiutato di dimettersi per le accuse di bancarotta fraudolenta, frode all’Inps e falso in bilancio

In sintesi:
  • È difficile darle torto quando lamenta di essere stata usata da Giorgia Meloni come capro espiatorio per una sconfitta referendaria
  • Una politica italiana senza Daniela Santanchè, cui è consustanziale, è semplicemente inconcepibile
Figura quintessenzialmente berlusconiana
(Keystone)
28 marzo 2026
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