ULTIME NOTIZIE Opinioni
IL COMMENTO
10 ore

Da Guzmán a Messina Denaro

Affinità e (soprattutto) divergenze tra gli arresti dei due supercriminali.
il commento
1 gior

Tornato Netanyahu, tornate le stragi

Dietro l’escalation di violenza tra israeliani e palestinesi non si può non vedere l’ombra di ‘Bibi’, appena tornato al potere
La formica rossa
3 gior

‘Guerra bbbrutto’

"Esigere la pace" è la presunta soluzione al conflitto in Ucraina di chi si oppone alla consegna dei carri armati a Kiev
IL COMMENTO
3 gior

Soldi finti, pirati veri

Riflessioni sulle dinamiche che, negli ultimi anni, hanno portato al fallimento della squadra rossoblù
IL COMMENTO
4 gior

Lugano sorride alla cultura alternativa. L’ora della svolta?

Diversi segnali positivi, a partire dalla Straordinaria ma non solo, fanno ben sperare nel 2023. La strada è in salita, ci vogliono pazienza e volontà
il commento
5 gior

Carri armati a mezzanotte

La Germania sblocca la fornitura di Leopard, che aiuterà l’Ucraina, ma indispettisce il Cremlino
IL COMMENTO
5 gior

Le parole della politica (sono importanti)

La sfiducia del Consiglio comunale di Mendrisio nei confronti dei vertici del dicastero Aziende ha portato all’esonero del municipale responsabile
IL COMMENTO
6 gior

La mondina, il carbonaio e la pomata miracolosa

L’ultimo rapporto Ustat conferma il divario del 20% tra salari ticinesi e d’Oltralpe
il commento
1 sett

Jacinda & Jacinta contro il leader testosteronico

Le dimissioni gentili di Jacinda Ardern, un anno dopo l’addio precoce al tennis di Ashleigh Jacinta Barty, sono la risposta al mito dell’infaticabilità
IL COMMENTO
1 sett

Psicoterapia e LaMal, il cerchiobottismo e l’occasione mancata

Le nuove norme sull’assunzione dei costi della psicoterapia sono un passo avanti, ma troppi paletti ne smorzano la portata a detrimento dei pazienti
Il commento
laR
 
11.10.2022 - 05:15
Aggiornamento: 20.10.2022 - 07:11

Diocesi di Lugano, nel dopo Lazzeri la musica pare già cambiata

L’indicazione della via che seguirà l’amministratore apostolico monsignor Alain de Raemy è nella sua vicinanza alle persone e al territorio

diocesi-di-lugano-nel-dopo-lazzeri-la-musica-pare-gia-cambiata
Ti-Press
L’addio di monsignor Valerio Lazzeri
In questo articolo si parla di:
  • Il vescovo Lazzeri e la fatica dell'episcopato
  • Qualcuno ha parlato di un vescovo 'abbandonato' 
  • Il traghettatore ha spiegato di voler riempire un vuoto

Che non sia stata una decisione facile, quella delle dimissioni per il vescovo Valerio, lo abbiamo visto nel volto teso e per certi versi spaventato di monsignor Lazzeri nel momento in cui, in conferenza stampa, ha letto, fra il tremante e il teatrale, il messaggio scritto in occasione dell’annuncio ufficiale delle sue dimissioni dal governo pastorale della Diocesi di Lugano.

Un congedo che ha richiamato al perdono che l’ormai ex guida della Curia ticinese invoca da tutti. Peccato però non essere riuscito a farlo nei numerosi episodi che si sono succeduti nei suoi quasi nove anni di episcopato. Dall’improvvisa chiusura del Giornale del Popolo al sacerdote abusatore, dal parroco con il vizio di rubare al prete dal gomito facile. Una percepita mancanza di empatia che si è tradotta anche in scarsa comunicazione e condivisione con il proprio clero, più volte insofferente a interfacciarsi con un superiore poco propenso allo scambio e all’incontro.

Qualcuno, in questi giorni di ‘voci’ e indiscrezioni, ha parlato di un vescovo solo. Mal consigliato nel migliore dei casi, perché spesso, purtroppo, soprattutto non sostenuto, si dice nell’ambiente ecclesiastico, proprio dalle persone delle quali aveva scelto di circondarsi. Coloro, parliamo di tonache note in Ticino, che nove anni fa avevano mosso mari, monti, e qualche telefono (anche della nostra redazione) per sostenere la sua candidatura e che poi negli anni non hanno mostrato lo spessore, e la volontà, per affiancarlo nei delicati compiti quotidiani. E monsignor Lazzeri si è ritrovato così ad affondare fra compiti istituzionali e gestione amministrativa.

Uno sforzo e una continua tensione, come li ha lui stesso chiamati, che hanno finito per svuotarlo, per allontanarlo sempre più dal ruolo di padre e pastore della Chiesa ticinese. Così sempre meno la sua figura ha mantenuto un auspicato ruolo di primo piano nella società e nella comunità di laici e religiosi. Ha parlato per questo di insofferenza nell’"esercitare un’autorità", ma è probabilmente quello che sempre più chiedeva, e chiede, il mondo moderno, spaesato e spodestato nei veri valori. Ovvero una guida, è vero sostenuta per necessità con "strumenti giuridici e disciplinari", ma soprattutto forte e di polso, pronta a indicare la via, anche, e in particolar modo, quando questa si fa irta e sconquassata.

Monsignor Valerio ha finito inoltre per mostrare insofferenza verso chi è chiamato a fare domande e a ottenere risposte. Trincerato spesso dietro ‘no comment’, ‘c’è un’inchiesta’, ‘non è questo il momento’. "A volte – non ha mancato di farci sapere ancora ieri – quello che possiamo dire non è sempre la comunicazione che si vorrebbe ricevere". È vero, ma comunicazione deve comunque essere.

Con l’arrivo di Alain de Raemy la musica (parafrasando il motto di Lazzeri) pare però già cambiata. A cominciare dal "voler essere qui, nel senso più ampio che abbraccia tutta la Diocesi". Quel "sono qui in questa terra e voglio essere con voi fino in fondo alla valle più lontana. Da oggi vorrei imparare a conoscere tutte le nostre realtà. Sono qui per ascoltare, capire, aiutare a far risuonare un’armonia musicale dovuta proprio alla diversità degli strumenti". Non impedias musicam, non disturbare la musica. Ma non mancare mai di ascoltare anche i tuoi commensali, vicini o ‘lontani’ che siano.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved