ULTIME NOTIZIE Opinioni
IL COMMENTO
13 ore

Basso Mendrisiotto, il coraggio di osare

Mentre le istituzioni comunali tentennano, a rompere gli indugi sull’aggregazione è un gruppo di cittadini di Balerna
IL COMMENTO
1 gior

La scintilla e la prateria

Le proteste in Cina rivelano il malcontento per le opprimenti politiche ‘zero Covid’ imposte dal governo, e investono la figura di Xi Jinping
il commento
2 gior

Quel generale senza volto

Arriva l’inverno, con tutti i sottintesi e il peso storico che ha per la Russia, soprattutto durante una guerra
IL COMMENTO
4 gior

Diplomazia in scacco in una guerra che si incancrenisce

Con l’inverno alle porte, non si vede la fine del conflitto in Ucraina. Sia Putin che Zelensky non hanno alcun interesse a sedersi al tavolo negoziale
IL COMMENTO
5 gior

L’amore non è un colpo di pistola

Non lo deve essere nemmeno l’informazione quando affronta il fenomeno della violenza sulle donne (contro cui ricorre oggi la Giornata internazionale)
IL COMMENTO
6 gior

Il centro(sinistra) di Mirante e il pragmatismo che serve al Ps

L’addio dell’economista non stupisce nessuno, ma mette i socialisti davanti al rischio di perdere consensi ed eletti in Gran Consiglio. E la destra ride
IL COMMENTO
1 sett

La realtà artefatta del Qatar

Tracciamo un bilancio dell’inizio del Mondiale dopo i primi tre giorni di partite
IL COMMENTO
1 sett

I guai di Letta (e del Pd)

La spaccatura sulla candidatura di Letizia Moratti alla Regione Lombardia ha fatto partire un nuovo giro di contestazioni contro il segretario del Pd
IL COMMENTO
1 sett

Non perdere una guerra senza vincere la pace

In Ucraina si parla di piccolissimi spiragli per un tavolo negoziale magari favorito dal ‘generale inverno’. In realtà, nulla sembra meno probabile
laR
 
24.08.2022 - 05:30
Aggiornamento: 18:19

Giorgia Meloni e il mercato ambiguo della fiamma tricolore

A 77 anni dalla fine della Seconda Guerra mondiale il fantasma fascista torna, ancora una volta, a insidiare la democrazia italiana

di Franco Zantonelli
giorgia-meloni-e-il-mercato-ambiguo-della-fiamma-tricolore
Keystone
Stando ai sondaggi, la 46enne di Roma si appresta a vincere le elezioni del 25 settembre

E se Giorgia Meloni, che stando ai sondaggi si appresta a vincere le elezioni politiche del 25 settembre con Fratelli d’Italia, più che essere fascista avesse semplicemente capito che nel Belpaese quello del fascismo è un mercato che ancora tira e quindi che sarebbe un peccato non approfittarne? Lo scrive il Tages-Anzeiger in un articolo uscito il 15 agosto scorso intitolato ‘Meloni spielt mit der Flamme’, ovvero ‘Meloni gioca con la fiamma’. Lo fa con maggiore astuzia e spregiudicatezza di quella che hanno dimostrato i suoi predecessori, dal fascistissimo Giorgio Almirante, ex-funzionario della Repubblica Sociale Italiana, a Gianfranco Fini, che dopo essergli succeduto alla guida del Msi fece uscire l’estrema destra neo-fascista dal ghetto politico, tramutandola in Alleanza Nazionale. Un’operazione, ricordiamolo, architettata con la connivenza di Silvio Berlusconi il quale, in tal modo, fece finta di ripulire i nostalgici del Duce dalle scorie del passato, arruolandoli tra i propri elettori.

Ecco, la 46enne Giorgia Meloni, cresciuta alla Garbatella, quartiere popolare di Roma, viene da lì. Non a caso fu ministra per la Gioventù dal 2008 al 2011 nel quarto governo Berlusconi. Che si voleva liberale e democratico grazie anche all’adesione al Ppe, il Partito popolare europeo. Mettiamola così: il magnate di Arcore, dopo Gianfranco Fini, indirettamente ripulì anche Giorgia Meloni. Alla quale rimane il fastidio di dover giustificare quella fiamma tricolore citata dal Tages-Anzeiger. Un simbolo che ha accompagnato tutti i partiti di estrema destra italiani dopo il Ventennio, spesso interpretato come una raffigurazione del fascismo che risorge dal sepolcro di Mussolini.

Della fiamma la Meloni continua a ripetere che "non c’entra niente con il fascismo. È il riconoscimento del percorso fatto dalla destra democratica nella storia della nostra Repubblica". Eppure c’è il sospetto che serva a strizzare l’occhio ai nostalgici di un fascismo che non hanno mai conosciuto ma soltanto sentito decantare. E non basta neppure che la leader di Fratelli d’Italia prenda le distanze dai suoi seguaci che salutano romanamente. "Sono una piccola minoranza – rassicura –, ho sempre detto ai dirigenti del mio partito di reagire con la massima severità alle manifestazioni di una nostalgia imbecille, perché i nostalgici del fascismo non ci servono". Che non le servano non è per nulla vero perché, si voglia o no, chi è contrario ai regimi forti, chi ancora oggi non si lascia irretire da concetti con al centro ‘Dio, patria e famiglia’ di certo non voterà per il suo partito.

Resta il fatto che a 77 anni dalla fine della Seconda guerra mondiale il fantasma fascista torna ancora una volta, come già con Almirante e Fini, a insidiare la democrazia italiana. Per troppo tempo la Repubblica nata dalla Resistenza ha tollerato che circolasse una paccottiglia di oggetti che ricordavano il regime mussoliniano. La stessa nipote di Mussolini è stata eletta in parlamento, la vedova di Almirante è diventata personaggio autorevole blandito dalla stampa. In Germania invece sono stati più severi, tutto ciò non è successo e sono riusciti a ridimensionare le ambizioni politiche di Alternative für Deutschland. Giorgia Meloni, al contrario, aveva il mercato ambiguo della fiamma tricolore da sfruttare e lo sta facendo con grande abilità.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved