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laR
 
14.07.2022 - 05:30
Aggiornamento: 19:01

Pse a Lugano, non ci resta che fidarci del Municipio

L’estromissione degli architetti vincitori del Concorso internazionale ha fatto discutere. Le cause contro Città e Hrs non dovrebbero allungare i tempi

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Ti-Press
Un’immagine di come cambierà Cornaredo

È legata a non meglio precisati disaccordi sulla conduzione del team di progettazione, la ragione che ha indotto la Hrs Real Estate Sa, la società che ha ricevuto mandato di costruire il Polo sportivo e degli eventi (Pse) di Lugano, a liquidare gli architetti Giraudi Radczuweit. Questi ultimi, dal canto loro, hanno sostenuto di essere stati esclusi perché hanno posto esigenze di qualità e di durevolezza. Risultato? Ora il Pse è un appalto totale, e questo violerebbe la norma Sia 112 che prevede che siano i progettisti a occuparsi della garanzia di qualità e di controllo. Tanto che l’avvocato dello studio d’architettura ha preannunciato una causa contro la Città e la Hrs Real Estate Sa. Insomma, l’estromissione ha sollevato diversi dubbi. Tuttavia, la titolare del Dicastero immobili di Lugano Cristina Zanini Barzaghi ha rassicurato smentendo le pesanti accuse del legale.

Di fronte a interpretazioni contrapposte della norma Sia 112 non possiamo che attendere il verdetto del giudice. Il caso ha però fatto emergere la decisione della Città di attribuire ad Hrs (l’investitore privato che, con Credit Suisse, realizzerà il Pse, ndr) la coordinazione del team di progettazione, come peraltro indicato nel messaggio e nel concorso per investitori, poi formalizzata con un contratto di pianificatore generale. Il rapporto contrattuale dei progettisti dunque non era più con la Città ma direttamente con Hrs. In casi gravi, il regolamento della Sia consente di cambiare i partner e disdire il contratto, sostiene l’esecutivo cittadino. Il caso ha riaperto la spaccatura creatasi prima del referendum. Ai voti, la maggioranza della popolazione ha detto sì, anche se c’è chi continua a insinuare che alla cittadinanza siano stati nascosti alcuni ‘dettagli’, come il fatto che il partner privato abbia assunto i ruoli di realizzatore e di committente.

Da osservatori, non ci resta che fidarci dell’autorità politica, come del resto ha fatto la Conferenza delle associazioni tecniche del Canton Ticino (Cat), che riunisce progettisti, architetti e ingegneri, al termine della sua presa di posizione sul caso. Una presa di posizione nella quale si è peraltro ribadito che l’unica strada percorribile sia quella di garantire la continuità dell’elaborazione del progetto dalle sue fasi iniziali, per il Pse definiti dall’esito di un concorso di progetto, fino all’esecuzione dei lavori. Una continuità che, agli occhi della Città, sarà data dallo studio Cruz y Ortiz (capofila), confermato da Hrs, con lo studio d’ingegneria Fuerst Laffranchi, entrambi già membri del Team Sigillo (vincitore del concorso del 2012 con Giraudi Radczuweit, ndr). La Cat ha però pure criticato la scelta di appoggiarsi a un’impresa generale, o impresa totale, per realizzare un’opera pubblica, soprattutto dopo la procedura del concorso di progetto per scegliere il progettista.

In attesa che parli un giudice, la Città ha confermato che la causa intentata dal legale degli architetti non dovrebbe allungare l’avvio del cantiere a Cornaredo che, come noto, dovrebbe partire nel giugno del 2023. La Città percepisce comunque una forte pressione sul Pse. Tra qualche mese, potrebbe emergere la questione dei costi legata all’aumento dei prezzi delle materie prime. Anche da questo punto di vista, il Municipio si dice tranquillo a meno che non spuntino clausole che prevedano motivi eccezionali per giustificare maggiori oneri.

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