ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
22 ore

La rivoluzione contro il velo

Le donne in piazza con coraggio dopo la morte di Mahsa Amini, colpevole di avere un hijab messo male. Il regime però ha risposto con il pugno duro
Commento
1 gior

Cassa malati, sogno (o chimera) di un pomeriggio autunnale

L’annuncio dei premi 2023 è senz’altro un brutto risveglio. Abbondano le motivazioni che spiegano la stangata, mancano le soluzioni
Commento
2 gior

Con la candidatura di Marchesi, a destra parte la bagarre

Se il presidente Udc verrà eletto in governo, sarà a scapito di un seggio leghista. La Lega dovrà difendersi anche dagli ‘amici’, che però corrono veloce
Commento
2 gior

L’era del tofu merluzzato

Gli italiani disposti a provare qualsiasi cosa pur di vedere un cambiamento. Ma il cambiamento, finché ci saranno Casini e i suoi emuli, pare impossibile
Commento
3 gior

Un’onda nera sull’Italia

L’analisi di Aldo Sofia dopo il voto che ha visto trionfare Giorgia Meloni
Commento
3 gior

Dal ‘sì’ ad Avs 21 segnali chiari alla politica

No a un ulteriore aumento dell’età di pensionamento, no a riforme a scapito delle donne meno abbienti, avanti con quella del secondo pilastro
Commento
5 gior

Zanchi, Bossalini, la malerba e la capacità di rimanere zen

Nella battaglia politica che si combatte attorno al Corpo di polizia di Locarno, la fretta è cattiva consigliera per capodicastero e comandante
La formica rossa
6 gior

Bum! Bal(l)istica elettorale

L’ennesima trovata di Nussbaumer e No Vax assortiti preferisce non prendere le armi, ‘per intanto’
Commento
6 gior

La metamorfosi del franco: da kriptonite ad acquasanta

Di fronte al rialzo dei tassi deciso dalla Bns potremmo ripetere: ‘Jusqu’ici tout va bien’. Ma il problema non sta nella caduta, bensì nell’atterraggio
il commento
1 sett

Il grande ricatto di Putin

Con la mobilitazione parziale la guerra entra in casa di milioni di russi. Washington è convinta che il tempo giocherà contro il leader del Cremlino
Commento
1 sett

Valera è la cosa giusta

Tagliare il traguardo del Puc ha richiesto tempo e coraggio. Anche quello di resistere alle lusinghe delle lobby
il commento
laR
 
07.03.2022 - 05:30
Aggiornamento: 19:48

De-nazificare il Cremlino

“Accusa il nemico di ciò di cui sei tu il colpevole”. Putin porta avanti la pericolosa, folle dottrina nazistoide di Aleksandr Dugin

di di Roberto Antonini, giornalista Rsi
de-nazificare-il-cremlino
Putler (Keystone)

"Accusa il nemico di ciò di cui sei tu il colpevole", è un mantra della propaganda che dopo Goebbels ha attecchito un po’ ovunque. Il Cremlino invade un Paese sovrano, bombarda i suoi abitanti, infligge pene fino a 15 anni a chi diffonde presunte fake news (privando definitivamente i russi di un’informazione credibile), il suo leader assume le sembianze del "Grande dittatore", molti dei suoi oppositori finiscono avvelenati o morti ammazzati, ma il regime nazista colpevole di genocidio sarebbe quello di un presidente ebreo eletto dalla stragrande maggioranza degli ucraini in un’elezione democratica.

L’impostura è palese, ci crede tutt’al più qualche balordo che in una narrazione avvinazzata può così tentare di schermirsi dall’accusa di fiancheggiamento e di collaborazionismo denunciando "la guerra contro la Russia". In realtà la visione politica di Putin affonda le radici nell’ideologia della stirpe, concetto che rimanda all’appartenenza razziale, e della supremazia culturale e antropologica del popolo russo. Il suo massimo teorico, battezzato "il Rasputin di Putin", sia per il suo aspetto (molto simile a quello del celebre consigliere dello Zar Nicola II) sia soprattutto per l’influenza che esercita sul presidente, è Aleksandr Dugin.


Putin col baffo alla Hitler (Keystone)

Seguire le idee del filosofo consente di inquadrare la politica putiniana al di là delle identificazioni vere o presunte di una personalità che presenterebbe aspetti limitrofi della follia. Già nel 2008, durante l’aggressione russa alla Georgia, Dugin caldeggia l’annessione dell’Ucraina. Consigliere ufficiale dal 2000 di alcuni esponenti del partito del presidente (Russia Unita) crea nel 1992 il Partito Nazional Bolscevico il cui vessillo presenta una sovrapposizione di quello bolscevico e di quello nazista. Il cofondatore Eduard Limonov è però per Dugin troppo a sinistra, e così il filosofo, seguace del pensatore fascista Julius Evola, teorico del razzismo biologico e spirituale, dà vita a un secondo movimento ancor più marcatamente estremista, mantenendo intatto l’esplicito richiamo al nazismo (il Fronte Nazional Bolscevico).

L’influente mentore spirituale del presidente rispolvera diversi testi mistici antichi e identifica sulla base dell’Apocalisse di Giovanni l’America nell’Anticristo, la Bestia, madre di tutte le prostitute e degli obbrobri della terra. Il capitalismo e la società liberale configurano una rivolta della Terra contro il Cielo. Che alla fine però si ribellerà riportando quell’ordine e quella monarchia che correnti esoteriche intravedono in Giove associandolo al numero 4.

Da qui la "quarta teoria politica", il suo testo più celebre, nel quale il filosofo preconizza il superamento di fascismo, comunismo e capitalismo per dare all’Eurasia (non a caso un riferimento a "1984" di Orwell, continente geopolitico che Dugin non vede in termini distopici ma come modello anti-atlantista da imitare) le caratteristiche di una patria indissolubile (narod), in cui in un’ottica "perennialista", immutabile, si realizzerà la vera libertà dell’individuo, l’adesione antropologica alla sua stirpe o razza. Questa è la vera realtà che Comunismo e Occidente, le forze del male, occultano. Non a caso Vladimir Putin, come Dugin, celebra la tradizione zarista invocando i legami di sangue, razziali con gli ucraini. Gli stessi che sta massacrando.


Aleksandr Dugin (Keystone)

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved