e-vuoi-negargli-il-quirinale
Un poster apparso a Roma con Berlusconi versione robot (Keystone)
+1
ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
7 ore

Conferenza, assenza & resilienza

Una parola magica, tanti (troppi) Paesi che si sono defilati: resta la sensazione di un’incompiuta, anche perché non si capisce cosa accadrà in Ucraina
Commento
1 gior

L’Urc2022, Cassis e la Storia

C’è stato Marignano, certo, ma ora c’è Mariupol: il Consiglio federale ha avviato de facto una revisione della politica di neutralità
Commento
1 gior

Fedez e la Corte Suprema dentro di noi

Gli scempi in nome dei vecchi valori di una volta sono sotto gli occhi di tutti, ma per ergerci a giudici ci basta che un rapper non conosca Strehler
Commento
3 gior

Passeggiata scolastica e crepe nella collegialità

La rituale gita del Consiglio federale fa dimenticare le dissonanze in seno all’Esecutivo emerse a più riprese negli ultimi tempi
L'analisi
4 gior

L’inflazione segna la fine del paradigma ‘a bassa cilindrata’

Buona parte degli economisti sostiene che i rincari sono determinati dall’eccesso di denaro in circolazione, confondendo l’effetto con la causa
Commento
4 gior

Bisogna sconfiggere Putin, non Dostoevskij

Il ministero ucraino della Cultura ha deciso di censurare musica e letteratura russe. Dimenticando che la cultura non fa la guerra
Commento
5 gior

Wonder Woman e il pianoforte a coda abitano nel Luganese

Un annuncio di lavoro richiede alla babysitter doti linguistiche, gastronomiche, pedagogiche, musicali, antropologiche, mediche e non solo
Commento
1 sett

Dopo aver corso per Totti, ora Tommasi corre per Verona

L’ex calciatore della Roma diventa sindaco alla guida di una lista civica appoggiata dal centro-sinistra. Una figura atipica nella politica italiana
Commento
1 sett

La Corte suprema Usa e i suoi imam

Stati a guida repubblicana lancia in resta dopo la sentenza anti-aborto. Dietro c’è una strategia a lungo e tenacemente perseguita
Commento
1 sett

A scuola di TiSin (elogio del cazziatone)

Le motivazioni della sanzione a una delle aziende di Ticino Manufacturing per aver aggirato il salario minimo lasciano aperta la questione politica
Commento
1 sett

M5S, la diversità di essere uguali

Lo strappo di Di Maio ci fa vedere in controluce il mondo quasi alieno e tutte le bugie che il Movimento ha raccontato prima di tutto a sé stesso
l’ospite
1 sett

Le conseguenze della guerra

Commento
1 sett

Magistratura, se la politica non fa i compiti

Riorganizzazione della Procura: a un anno e mezzo dal mandato conferitole dal Gran Consiglio, dalla commissione ‘Giustizia’ finora nulla di concreto
19.01.2022 - 05:30
di Aldo Sofia

E vuoi negargli il Quirinale?

Berlusconi le sta provando tutte per diventare presidente della Repubblica italiana, fra trattative poco trasparenti e una rivisitazione della sua vita

Ma davvero non è il caso di consegnare le chiavi del Quirinale, l’ex palazzo dei papi, sul colle più alto della città eterna, all’uomo “che mise fine alla Guerra Fredda” mettendo d’accordo Bush padre e Putin? “Chi se non lui”, si chiedeva pochi giorni fa un’intera pagina pubblicitaria del quotidiano ‘il Giornale’, quotidiano di famiglia, sicuramente dettata dalla villa di Arcore, in cui venivano elencati altri 21 siderali meriti dell’ineguagliabile ‘cav. Silvio Berlusconi’.


Berlusconi prova a scorgere il Quirinale (Keystone)

Tra l’altro: “Il padre di cinque figli e quindici nipoti” (vuoi mettere, nella patria della selvaggia decrescita demografica); il “primo editore d’Italia e inventore della tv privata” (poco importa se traguardi raggiunti anche con una ‘legge Gasparri’ ad personam, una delle tante, e con la corruzione caduta in prescrizione); il “più votato con oltre 200 milioni di voti” (senza nemmeno specificare che si tratta della somma di tutte le elezioni della sua stagione politica, rovinosamente interrotta); il più ‘liberale’ (mai pervenuto); il più ‘europeista’ (anche se fu l’Europa, nel novembre 2011, a disfarsene decretandone il tramonto politico, fra un ghigno di Sarkozy e una smorfia della Merkel); o ancora “l’imprenditore tra i primi per la creazione di posti di lavoro” (avranno calcolato anche le olgettine?); “il leader occidentale più apprezzato e applaudito nella storia del Congresso americano” (e, senza un filo di ironia, precisano che il battimani durò otto minuti otto); il politico italiano “più competente nella politica internazionale, capace di tessere le amicizie personali più profonde con i più importanti leader mondiali” (sarà per questo che si permetteva di fare ‘cucù’ alla cancelliera tedesca e di definirla ‘inchiavabile’), mentre al termine delle ‘cene eleganti’ guidava le sue ospiti in un tour con tappa finale nella camera dove mostrare ‘il lettone in cui ha dormito anche Putin’, per non parlare della minorenne Ruby Rubacuori “nipote di Mubarak”; infine, l’eroe che “con grande sprezzo del pericolo, scese in campo nel ’94 per evitare a tutti noi un regime autoritario” (ah sì, quello che minacciavano il satrapo-lacrimoso Occhetto, fino a ‘mortadella’ Prodi).


Con la bandana in Sardegna nel 2004 (Keystone)

Di fronte a tanta indiscutibile e nobile magnificenza, perché mai i Salvini e le Meloni non dovrebbero candidarlo ufficialmente alla successione di quello stucchevole e morigerato Sergio Mattarella? Del resto il cavaliere non ha i numeri, pensano, basterebbe poi l’inconfessabile fuoco amico di qualche loro franco tiratore, e comunque un piano di riserva sarà pur pronto nella laboriosa fucina dell’intellighenzia conservatrice. Ecco l’ultimo approdo dell’italica destra patriota e sovranista, autarchica e anti-europea.

Dicono i più (o meno) raffinati analisti della nazione che si tratta solo di un ‘contentino’ di facciata al pregiudicato (maledetta ‘giustizia rossa’), incartapecorito ma improvvisamente rianimato ottantacinquenne che provvide allo sdoganamento politico sia del leghismo sia del neofascismo. Insomma, atto di riconoscenza e di lealtà nei confronti di colui che intanto, trasformando il critico d’arte Vittorio Sgarbi in servile centralinista telefonico, continua a contattare parlamentari presunti corruttibili (l’uomo ha un collaudato fiuto), soprattutto nel plotone di sbandati del gruppo misto. A chi una carineria, a chi un regalo (anche quadri dalla sua pinacoteca), a chi l’ammiccante promessa di un ingaggio in altri palazzi (“mi dicono che lei ha la passione della recitazione…”). Ma tra ‘mister B’ e la coppia Meloni-Salvini (in momentanea tregua), chi è prigioniero di chi? Qui la domanda diventa più scivolosa. Anche perché non sapremmo proprio chi scegliere.


Con Romano Prodi durante il faccia a faccia delle elezioni 2006 (Keystone)

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved