personaggi-pubblici-e-quei-grotteschi-pruriti-da-tastiera
Dietro a uno schermo (Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
21 ore

Matrimoni riusciti e altri da ricucire

I diritti riconosciuti alle famiglie Lgbtq+ riflettono una società che cambia rapidamente sul piano dei diritti civili. Quanto a quelli sociali, mica tanto
SGUARDO A NORD
21 ore

Note per un riformismo senza paternalismo

Per creare più giustizia sociale e ambientale le autorità devono apparire autorevoli, non autoritarie
Commento
2 gior

Il lato B di Silvio

Una mostra a Milano celebra l’anziano tycoon nel periodo che va dal ’56 al ’93. Ma il ventennio politico di Berlusconi dove lo mettiamo?
Commento
3 gior

Precisione in velocità, rispetto nell’intensità

Dopo il fattaccio Semine-Locarno sono in arrivo sanzioni esemplari. Ma l’augurio resta che il calcio regionale ritrovi i veri valori dello sport amatoriale
Commento
3 gior

Procuratori, se il candidato non è di area (partitica)

Il Gran Consiglio sarà chiamato presto a eleggere tre pp. Lottizzazione o competenze? Intanto gli esperti indicano quella che considerano la candidatura migliore
La formica rossa
3 gior

Il ‘tiro al piccione’ e l’ornitologia leghista

Per Boris Bignasca è solo un pretestuoso ciangottare quello che investe il finto sindacato leghista TiSin
Commento
4 gior

L’Arsenal e i milioni del dittatore del Ruanda

Il club inglese si fa sponsorizzare da Kagame, il padre-padrone che condanna sommariamente gli avversari politici, compreso l’eroe di Hotel Rwanda
LA TRAVE NELL’OCCHIO
5 gior

Ricchezza: pochi su e tanti giù

L’aumento delle diseguaglianze impone di ripensare un modello di sviluppo dominato dalla ‘teoria dello sgocciolamento’. Anche in Ticino
Commento
5 gior

La ‘strigliata’ di Vitta e una politica che deve guardare al futuro

Rilancio del Cantone e riequilibrio delle finanze, finora il menu uscito dai partiti è vario ma confuso. Serviranno sintesi e convergenze: ‘Non si scappa’
Commento
 
08.09.2021 - 05:300

Personaggi pubblici e quei grotteschi pruriti da tastiera

Ci si interroga dopo il caso dei due consiglieri comunali di Lugano venuti alle 'parole' via social e alle 'mani' a causa di una lite familiare

Un battibecco, probabilmente una situazione familiare tesa che si ripercuoteva da anni, animi accessi e nessuna speranza di dialogo. Ha del grottesco, ma soprattutto del triste, la vicenda approdata in questi ultimi giorni anche sul nostro giornale. Cioè la lite, finita al Pronto soccorso, fra due consiglieri comunali di Lugano, peraltro parenti (sono cognati, l'uno ha sposato la sorella dell'altro). Al di là del caso specifico, il fatto porta a domandarsi quale sia la molla che arma la mano di chi, attraverso una tastiera, ha quale unico obiettivo quello di sfogare rabbie e delusioni, ritorsioni e ricatti, facendo spesso nomi e cognomi, anche di minorenni, magari gli stessi figli, e indicando domicili privati e frequentazioni. Poi, magari, sono gli stessi che in un'aula inneggiano alla privacy...

Tempo fa a girare nelle case, e anche nelle redazioni, erano le lettere anonime, utilizzate quali piccioni viaggiatori per far sapere qualcosa che non si sapeva (ancora) o non si sarebbe dovuto (mai) sapere. In questi casi ci si prendeva almeno la briga di curare la calligrafia e la grammatica, giusto per non passare per il pazzo del villaggio di turno. Oggi pare che la facilità di poter 'postare' un commento, anche pesante, una critica, un giudizio negativo, abbia superato di gran lunga una certa decenza e misura, senza parlare della giusta coniugazione dei verbi... Ne troviamo a iosa nei diversi social. E se sono già un brutto spettacolo quando provengono dal signor Rossi o dalla signorina Bianchi, oltrepassano la convenienza se dall'altra parte dello schermo ci sono, magari sorridenti con la loro foto profilo e il logo del partito, esponenti della politica comunale o più in genere personaggi 'pubblici'. Perché mettere online la propria vita, con le sue ombre e i suoi ostacoli, in questo modo? A quale scopo? Lo sfogo nella rete pare abbia sempre più preso il posto del dialogo e del confronto, non si ha più voglia di parlarsi e di guardarsi negli occhi. Facebook e Instagram sono pronti a raccogliere frustrazioni e rospi in gola, come un tempo il prete in confessione, ma almeno lì i 'peccati' rimanevano tali, tanto da ricevere in cambio anche un'assoluzione.

Nel 2021 nessuno invece è più 'colpevole' e puntare il dito contro l'altro o l'altra, seppur virtualmente parlando, solleva molti da esami di coscienza o irritanti, ma comunque necessarie, introspezioni. 'Mi ha picchiato lui', 'ha cominciato prima lei', 'lui è un cretino', 'è lei che ha sbagliato'. Così lo scrivono, lo rileggono e per questo gli sembra pure vero! Poi tutto finisce lì, nella memoria di un hard-disk, dimenticando che numerosi l'hanno letto e altrettanti ne hanno riso o compatito. Ricoprire una carica pubblica, rappresentare la comunità nei diversi suoi ambiti (dal Comune alla sicurezza, dalla sanità alla scuola) non può non significare 'dare l'esempio', non solo con le parole, utilizzate spesso solo a scopi elettorali e propagandistici, ma soprattutto con i fatti che nulla hanno a che vedere con i 'pruriti' personali, così da arrivare a dirsi intelligentemente e lucidamente, come qualche anno cantavano due rapper, "vorrei... ma non posto".   

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved