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laR
 
31.08.2021 - 05:30
Aggiornamento: 19:01

Lugano, se l’Udc mette un piede a Palazzo Civico

Tiziano Galeazzi entra in un Municipio ora più compatto ma confrontato con sfide difficili, a cominciare dal referendum contro il Polo sportivo

lugano-se-l-udc-mette-un-piede-a-palazzo-civico
Tiziano Galeazzi mentre consegna la lettera con la quale accetta di entrare in Municipio (Ti-Press)

Cosa e come cambia il Municipio di Lugano, orfano del sindaco Marco Borradori, con il subingresso dell’esponente Udc Tiziano Galeazzi? È la domanda che tanti si pongono in questi frangenti. Non è facile prevederlo. Nella sue prime dichiarazioni pubbliche, Galeazzi è apparso comprensibilmente parecchio cauto. Però, più che di un probabile spostamento a destra degli equilibri politici a Palazzo, con la storica entrata in scena dei democentristi, bisogna preoccuparsi dei prossimi appuntamenti all’orizzonte.

In primis, quel referendum contro il progetto di Polo sportivo e degli eventi (Pse) che chiamerà la cittadinanza alle urne il prossimo 28 novembre. La partita è quantomai aperta e l’esito per nulla scontato. I favorevoli al progetto hanno due frecce in più al loro arco: il passaggio di proprietà del Football club Lugano dal presidente Angelo Renzetti a Joe Mansueto, il cui patrimonio è stimato da Forbes in 5,6 miliardi di dollari, e la recente decisione del Consiglio di Stato di sostenere il progetto con 18 milioni di franchi (che peraltro verrebbero stanziati nel caso il Pse venisse accolto dalla maggioranza della popolazione e solo con il via libera del Gran Consiglio). L’altra patata bollente da gestire è quella relativa all’autogestione dopo il discutibile sgombero e l’ancor più contestabile decisione di abbattere nottetempo un edificio dell’ex Macello di Lugano. In attesa dell’esito dell’inchiesta penale avviata dal procuratore generale Andrea Pagani, la questione rimane aperta.

Queste rappresentano due gatte da pelare di non poco conto per il nuovo Municipio che, dopo la scomparsa del sindaco, appare comunque più compatto e coeso. Una compattezza che si auspica di lunga durata, visto che altri dossier importanti dovrebbero maturare nei prossimi mesi, a cominciare dal Polo turistico–congressuale al Campo Marzio nord, senza dimenticare, finalmente, a otto anni dall’ultima tornata di aggregazioni, il Piano regolatore unico, compresa la pianificazione del lungolago e del centro cittadino. Tutti temi destinati a far discutere e probabilmente a suscitare qualche polemica, com’è stato il caso per il passaggio di gestione ai privati dell’aeroporto di Lugano–Agno, tuttora pendente a causa di un ricorso, dopo che il Municipio ha riconosciuto l’errore procedurale e ha riavviato l’iter.

Giovedì prossimo si potrebbe confermare chi prenderà il posto di Marco Borradori sulla poltrona di sindaco. A malincuore lascerà il Dicastero finanze, che ha diretto dal 2013, l’attuale vicesindaco Michele Foletti. Sarà lui ad assumere le redini dell’esecutivo cittadino nei due anni e mezzo che mancano alla fine di questa breve legislatura. La sua sarà una conduzione forzatamente diversa da quella del suo predecessore. «Politicamente, mi sento più solo», ci aveva confessato Foletti il giorno dopo il decesso di Borradori. Il riferimento ci è parso che non fosse rivolto solo agli equilibri all’interno di Palazzo Civico, bensì anche dentro il movimento a cui appartiene. Sì, perché in futuro potrebbero mutare i rapporti di forza fra gli alleati Lega e Udc, mentre Marco Chiesa, presidente nazionale dei democentristi, osserva attentamente quanto capita a Palazzo Civico dalla finestra della sua casa di Ruvigliana.

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Borradori, 'Lugano è in lutto per il suo sindaco'

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