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Perplesso (Ti-Press)
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05.05.2021 - 05:300
Aggiornamento : 19:11

Il non rinnovo di Pelletier, un epilogo in parte già scritto

Non si tratta di un fulmine a ciel sereno, ma la fine di un capitolo probabilmente solo rimandato dalla pandemia

Signori si cambia. Ancora una volta, l’ennesima in una manciata di anni per una panchina, quella luganese, che si conferma una delle più precarie nel massimo campionato di hockey, dove conservare la panchina per un periodo prolungato di tempo appare la sfida delle sfide.

Non deve allora stupire più di tanto la notizia (o, meglio, l’ufficializzazione, perché non occorreva probabilmente essere indovini nel pronosticare che sarebbe finita per davvero così) del non rinnovo di contratto a Serge Pelletier. Anzi, forse, a ben guardare, di notizia ‘vera’ si sarebbe potuto parlare qualora la dirigenza bianconera avesse propeso per il contrario, soprattutto dopo gli spifferi sul suo possibile/probabile successore iniziati a trapelare da oltre San Gottardo con buon anticipo (nei primi giorni di febbraio) sul finale della stagione regolare. E, ancora, per come il sipario sia poi bruscamente calato nei quarti di finale dei playoff, con il Lugano eliminato in cinque partite dal Rapperswil. Certo, il secondo posto al termine della stagione regolare deponeva senz'altro a favore del tecnico canadese, ma troppi indizi lasciavano supporre che la sua strada e quella del Lugano si sarebbero divise alla scadenza naturale del contratto.

Approdato alla transenna bianconera poco prima di Natale 2019, il 55enne canadese se ne riparte un anno e mezzo più tardi, al termine di un periodo segnato da una pandemia che probabilmente contribuito a far sì che la permanenza sulle rive del Ceresio di colui che prima di tutto era stato chiamato per rimediare alla deludente gestione di Sami Kapanen si protraesse anche più a lungo del previsto. 

Con tutte le incertezze che si era portato appresso il coronavirus, a quel tempo sarebbe infatti stato un azzardo anche solo pensare avviare nuovi capitolo, in un momento che sin da subito aveva imposto a tutti i club di cominciare in modo sensibile a stringere i cordoni della borsa. Ma ora, invece, complice il massiccio lifting nel roster, le premesse per cominciare a scrivere una pagina del tutto nuova ci sono davvero tutte.

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