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24.12.2020 - 06:00

Locarno: di chi fa il gioco, il gioco del Ps?

Sedotto e abbandonato Cereghetti, i socialisti potrebbero indirettamente favorire Pini in casa liberale radicale

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Cereghetti

Un “no comment” si presta a interpretazioni diverse a seconda di come è pronunciato. C'è quello secco, detto per non smentire ma nemmeno confermare un fatto, che di per sè chiude ogni discussione e lascia chi ha posto la domanda con un dubbio irrisolto. Ma c'è anche quello più espressivo, in qualche modo ammiccante, che allo stesso modo non chiarisce fino in fondo il quesito, ma suggerisce che piuttosto che dire le cose come stanno – o nei termini in cui ci si pensa – è meglio appunto evitare ogni commento.

Appartengono a questa seconda categoria i “no comment” con cui Bruno Cereghetti, fino a poche settimane fa candidato al Municipio di Locarno per il Ps, ha risposto alle due questioni poste dal giornalista: “La sezione ha dunque deciso di non confermarla in lista. Come ha reagito?”. “No comment”. “Fosse stato per lei, avrebbe continuato ad aspirare a un suo ritorno in Municipio?”. “No comment”.

Tutto si può dire del Partito socialista di Locarno, ma non che non abbia gli attributi. Sedurre e poi abbandonare Cereghetti – tre legislature in Municipio alle spalle – non è come dirlo: bisogna avere il fegato di farlo. E lo stesso vale per la scelta di affidare a una lista giovane (con Pop, Pc e Forum) non solo la conferma delle posizioni attuali, ma anche le ambizioni di un raddoppio in Municipio che nello scorso aprile appariva alla portata. Da questo punto di vista, niente da dire.

Non è detto tuttavia che ciò sia funzionale all'obiettivo. A livello locale l'elezione in Municipio dipende moltissimo dalle relazioni, dall'esperienza, dalla conoscenza del territorio. Tutti “atout” che Sirica prima e Mellini e Cereghetti poi avevano. Non è ancora chiaro chi correrà al loro posto, mentre lo è che anche nel cilindro del mago più bravo prima o poi i conigli si esauriscono. Inoltre, a guastare i numeri ci sono i Verdi, che Ps & Friends hanno fatto di tutto per portarsi a casa, ma che invece hanno scelto di correre da soli. Se avventatamente o no, ce lo diranno le urne.

Ma il fatto forse più interessante è che l'alleggerimento (nominale e anagrafico, non per forza qualitativo) della lista socialista potrebbe cambiare gli equilibri anche altrove. Segnatamente in casa liberale radicale, dove se c'è un nome che gode di parecchie simpatie a sinistra, è quello di Nicola Pini. Dato prima per favorito per il terzo seggio, poi per bastonato dall'entrata in Municipio anticipata di Simone Merlini, Pini potrebbe raccogliere consensi fra i delusi e/o confusi dal Ps.

Gli chiedessimo fino a che punto quest'ipotesi lo convinca, ci piacerebbe sentire il tipo di “no comment” con cui, probabilmente, ci risponderebbe.

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