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Il ricordo
14.10.2020 - 14:300
Aggiornamento : 20:59

Caro Ermi, ci mancherai

Increduli, con le lacrime agli occhi, salutiamo il nostro collega Erminio Ferrari che la montagna ha preso con sé

Increduli, con le lacrime agli occhi, salutiamo il nostro collega Erminio Ferrari che la montagna ha preso con sé in un giorno d’autunno sul Pizzo Marona, in Valgrande, sopra Cannobio. Quella montagna, spazio di libertà che lui profondamente amava, che lo rigenerava e che, di tanto in tanto, lo chiamava lassù per soccorrere viandanti in difficoltà. La amava al pari della scrittura, anch’essa grande spazio di libertà.

Trovare la parole giuste mi è sinceramente difficile. Erminio era - vorrei tanto poter scrivere ancora ‘è’ - una penna come ce ne sono poche nel giornalismo di casa nostra, non per caso diventata anche penna di scrittore. Per forza intellettuale e senso etico del nostro mestiere, egli è sempre andato oltre l’attualità spicciola e l’immediato frettoloso che spesso si confeziona, forza maggiore, in un giornale sotto la pressione del tempo. Sua - proprio sua - era la pagina degli Esteri, una pagina resa nobile dal tocco di e.f. che, da sempre, fin dagli albori de laRegione, curava con capacità di riflessione, puntualità di osservazione, offrendo ai lettori e a chi tanto lo stimava e lo conosceva come firma d’eccellenza commenti articolati, analitici che ci facevano comprendere meglio il mondo. Commenti mai scontati, mai banali, mai zerbini, sempre impregnati di una critica intelligente e dialettica di cui abbiamo tanto bisogno nell’era in cui tutto corre. Anche l’Ultima è spesso stata figlia sua, con didascalie ironiche e pungenti, per farci sorridere (magari amaramente) degli agitati tempi nostri.

Erminio era anche una persona di grande sensibilità, quella che si ritrova nei suoi libri, quella di chi pone le domande giuste e scomode e, forse, non trova le risposte, ma continua ostinatamente a porsele: per sé e per gli altri. Tanti sono i suoi libri, uno anche dedicato proprio alla Valgrande che se l’è portato via.

Caro e.f., ci mancherai.
 

 

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