Commento
17.08.2019 - 06:300

Alberi che parlano a Bellinzona

Non tagliateli, il loro verde fa bene agli occhi, ai polmoni, ripara mentre si passeggia e fanno parte dell'identità della nostra capitale!

Non sapremo mai come sarebbe andata a finire se i Verdi a Bellinzona non si fossero mobilitati con una petizione che – a giudicare dal numero di consensi raccolti in pochissimi giorni e in piena estate (quasi 6’500 firme a difesa degli alberi!) – è stata un vero successo. Un fatto è comunque certo: la mobilitazione ha decretato se non lo stop (a questo punto auspicabile), perlomeno l’avvio di una profonda riflessione pubblica sul possibile abbattimento degli alberi (ve ne sono un centinaio) sulla parte ‘vecchia’ di viale Stazione. Difficilmente, a questo punto, l’esecutivo potrà un domani dare luce verde ad un progetto (ma il Municipio ha assicurato che per ora di progetti in tal senso non ne esistono ancora) che sacrifica la presenza di alberi secolari sul principale viale della capitale.

In un battibaleno il tema da tecnico-urbanistico è divenuto politico. Ma non solo. Quelle firme hanno contribuito – nel caso dovesse venire in mente a qualche pianificatore di procedere a ridisegnare viali e quartieri in città liquidando piante e affini – a dire chiaro e forte che, proprio il verde che già c’è, fa parte del nostro (bel) vivere in città e che non va toccato. Anzi, va ‘semplicemente’ rispettato e, se possibile, curato e incrementato. Perché esso fa parte dell’identità della città e la rende più vivibile (il verde degli alberi fa bene agli occhi, ai polmoni, ripara dal sole mentre si passeggia eccetera), proprio mentre importanti aree di verde privato cedono a ruspe e palazzoni, senza che i proprietari immobiliari si pongano più di tanto la domanda sull’eventualità di salvaguardarne almeno una parte su suolo privato. Atteggiamento comprensibile, visto quanto costa oggi il terreno, anche se (a volte) abbiamo l’impressione che con troppa facilità venga dato il permesso a privati di abbattere alberi secolari per poi lasciar spazio a modine. La giustificazione? ‘Ma sì, non ve ne eravate accorti? Quel piantone era malato e pericolante…’. Guarda caso la malattia di alcuni piantoni secolari si è manifestata proprio quando si stavano concretizzando taluni investimenti immobiliari. Ma se poi anche l’ente pubblico adotta atteggiamenti analoghi al privato siamo messi male.

A dire il vero la Città di Bellinzona, soprattutto nelle zone golenali, vedrà ridisegnare le aree verdi per renderle sempre più fruibili ai residenti. Bene. E anche il nuovo quartiere super moderno che sorgerà a ridosso della stazione, stando a quanto dichiarato recentemente dal municipale Simone Gianini, terrà particolarmente presente l’esigenza di offrire anche spazi verdi. Benissimo. Per questo mal si comprende che le motoseghe possano attentare alla vita dei pregiati tigli di viale Stazione.

Ora, preso atto della tangibile sensibilità verde (è nell’aria in tutta la Svizzera), che si diano indicazioni politiche – e qui sta al Consiglio comunale muoversi tempestivamente – all’esecutivo che, a sua volta, dovrà tenerne conto nella scelta di chi crea nuovi spazi urbani, quanto al tipo di città che vogliamo, con particolare riferimento agli spazi pubblici (viali e piazze). Spazi che, vista la crescente popolazione, diventano sempre più necessari e preziosi.

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