l-incubo-superbatteri-apre-scenari-da-medioevo-della-sanita
(foto Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Opinioni
Commento
4 ore

Il disagio psichico e il circo Barnum dei social

Un tempo erano donne barbute e nani ad attrarre la gente nei circhi, oggi il disagio psichico esposto impietosamente attira i click degli utenti del web
Commento
8 ore

Schröder, poltrone come matrioske

I tedeschi gli chiedono di mollare i suoi incarichi russi e lui ne fa spuntare altri. Il vizio tropical-mediterranea della sedia incollata non ha confini
Commento
1 gior

L’eterno declino degli Usa

La strage razzista di Buffalo è l’ennesimo, tragico sintomo di un Paese diviso, le cui fratture interne sono speculari alla potenza militare
Commento
1 gior

Il Vescovo di Lugano e il vasetto (vuoto) di marmellata

Il prete del Mendrisiotto, fermato ubriaco e con precedenti accuse di molestie, ci porta a riflettere sul binomio superato di misericordia e giustizia
Commento
2 gior

TiSin, la Lega e l’arte della fuga

I granconsiglieri Aldi e Bignasca abbandonano il sindacato giallo che ha cercato di aggirare la legge sul salario minimo. Eppure molti minimizzavano
Commento
3 gior

Matignon: trent’anni dopo, una donna

Donna, autorevole, di sinistra e di sensibilità ambientale: Élisabeth Borne è la nuova prima ministra francese
Commento
4 gior

Lo Stato e la diligenza del buon padre di famiglia

La retorica della destra è riuscita a fare breccia: il pareggio nei conti pubblici andrà raggiunto entro la fine del 2025
Commento
6 gior

A braccetto con Erdogan, pur di avere ragione

Siamo disposti a tutto pur di confermare le nostre tesi, perfino di accompagnarci a Erdogan che impallina i nuovi ingressi Nato per proprio tornaconto
Commento
6 gior

Stampa, di mordacchia in mordacchia

Giornalismo svizzero, da Berna ulteriori restrizioni. Di questo passo l’articolo costituzionale sulla libertà dei media diventerà lettera morta
Commento
1 sett

Lugano, la sinistra riparta da Schönenberger

Positivo che le critiche dell’ex leader abbiano smosso così le acque: giusta la reazione dei vertici cantonali, a Lugano resta molto da fare
15.11.2018 - 06:10
Aggiornamento : 15.11.2019 - 12:21

L'incubo 'superbatteri' apre scenari da Medioevo della sanità

Morte per infezioni non più curabili 276 persone. Perché l'abuso di antibiotici, anche in veterinaria, porta allo sviluppo di batteri sempre più resistenti

L’apparizione di superbatteri resistenti agli antibiotici, soprattutto (ma non solo) nelle cure intensive degli ospedali, apre scenari inquietanti: torneremo all’era in cui si moriva per infezioni? Già 33mila persone sono decedute nel 2015 in Europa, perché gli antibiotici non funzionavano più; in Svizzera le vittime sono state 276.

Nei nostri ospedali crescono le infezioni – come da E. coli alle vie urinarie – sempre più difficili da trattare, perché i batteri sono super e le cure disponibili fanno l’effetto dell’acqua fresca o quasi. In Svizzera, come in Europa, le autorità assieme a medici, farmacisti, veterinari e agricoltori hanno avviato strategie, investendo milioni, per ridurre l’abuso di antibiotici in medicina (anche il fai da te!), in veterinaria e intervenire sulla contaminazione delle acque. La questione è seria: l’incubo dei superbatteri potrebbe farci regredire al Medioevo della medicina. Un paziente debilitato in ospedale oggi può morire di una banale infezione come succedeva prima dell’era antibiotica. In Inghilterra hanno stimato che i batteri resistenti potrebbero infettare 200mila persone determinando un’emergenza nazionale, se la ricerca farmaceutica non individuerà rimedi efficaci.
Davanti a questi scenari non serve angosciarsi – perché ansia e paura ci indeboliscono ulteriormente – ma è bene essere informati.

Non possiamo controllare cosa c’è nell’acqua, dove in Svizzera vengono sporadicamente trovati batteri resistenti agli antibiotici. Giungono nei laghi e fiumi con le acque reflue. Gli impianti di depurazione ne eliminano fino al 99% e Berna promette che verranno migliorati.

Possiamo invece evitare di prendere antibiotici, quando non servono. Sono medicamenti che uccidono i batteri o ne limitano la crescita, ma sono inefficaci contro i virus. Contro sinusiti, bronchiti o raffreddori sono dunque spesso inutili. Un recentissimo studio sui medici di famiglia elvetici evidenzia che prescrivono antibiotici in 29 casi ogni mille pazienti, un dato inferiore al 2013 (erano 40 ogni 1’000 visite). Perché tante pillole inutili? Per la pressione dei pazienti, per l’insistenza di un genitore col bimbo febbricitante, per non perdere un cliente?

Il Ticino non è messo bene, ha un consumo pro capite di antibiotici superiore ai cugini della Svizzera tedesca, ma sta migliorando anche grazie ad una campagna negli ospedali che promuove terapie di antibiotici efficaci, ma più corte, per evitare appunto lo sviluppo di resistenze. E c’è di più: è emerso da una studio interno che in uno dei quattro ospedali ticinesi (alla dimissione da chirurgia) si prescriveva ai pazienti il 14,4% di antibiotici in più della media. Insomma, anche tra medici e chirurghi c’è chi va sensibilizzato, perché differenze così grandi tra nosocomi non sono giustificabili.

Infine c’è il capitolo dei veterinari, dove un abuso di antibiotici può causare la selezione di germi che poi arrivano nella nostra catena alimentare. Mangiamo prodotti che hanno una minima contaminazione batterica. Questi germi arrivano nel nostro intestino con fattori di resistenza, già acquisiti nell’animale, trasmettendo la resistenza ai nostri batteri. Nei campioni di carne di pollame contaminati da Escherichia coli, la metà dei batteri è risultata resistente a numerose classi di antibiotici (in quella svizzera, tali batteri erano presenti nel 41,9%, un valore in diminuzione).
Scegliere in modo responsabile che cosa mangiare, come curarsi e come curare gli animali, fa la differenza, perché siamo tutti legati: la scelta del singolo ha ripercussioni sulla collettività.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved