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19.11.2022 - 09:38

Per il Teatro Sociale, senza pregiudizio

di Michele Egloff, Bellinzona
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Tempi difficili per la cultura. Il dopo pandemia di Covid-19 registra un calo della fruizione di eventi pubblici un po’ ovunque. Non solo le sale cinematografiche fanno fatica a ritrovare il loro pubblico, ma sono in crisi anche altri luoghi di cultura, come i teatri. La diminuzione del potere d’acquisto dovuta all’aumento dei premi di cassa malati e di altri beni di prima necessità non aiuta certo a risollevare un settore già in difficoltà. Nei teatri privati parigini, dove durante la scorsa stagione le presenze sono diminuite del 40%, si dice che in seguito alla crisi sanitaria si assiste a una vera frattura nella mentalità del pubblico. Per venire al nostro caso specifico, ci si chiede come riportare più pubblico al Teatro Sociale. L’offerta attuale, suddivisa in dieci diverse sezioni che contemplano teatro, musica, danza, narrazioni, eventi per i più piccoli ecc., sembra molto attenta all’eterogeneità delle attese e delle sensibilità del pubblico potenziale. Un aspetto da riconsiderare potrebbe essere l’orario d’inizio degli spettacoli, che nella capitale amministrativa del cantone, durante la settimana, potrebbe essere anticipato (ora bisogna attendere le 20.45). Ciò garantirebbe il rientro a casa in orari decenti, magari con i mezzi pubblici. A proposito di mezzi pubblici e/o collettivi, andrebbero organizzati più servizi da e per le regioni discoste da Bellinzona, funzionali alla fruizione del Teatro Sociale. Guardando al futuro, l’investimento maggiore da considerare pensando al pubblico di domani riguarda il maggiore coinvolgimento durante la giornata delle migliaia di allievi, apprendisti e studenti che frequentano Bellinzona e la regione.

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