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16.11.2022 - 08:38

Mondiali 2022

di Rene De Paris, Balerna
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Vorrei esporre il motivo del mio personale rifiuto di seguire come spettatore questi Mondiali 2022, che neppure Walt Disney sarebbe riuscito a immaginare nel mezzo di un deserto. Ma a volte la realtà supera la fantasia e per arrivare a questo si è assistito a tutta una serie di ipocrisie, con corruttori e corrotti, già a partire dall’aggiudicazione della nazione. Lo si evince dalla trasmissione della Rsi ‘Falò’ dello scorso 10 ottobre, in cui si è mostrato che i voti della Francia erano stati dati su pressione nei confronti di Platini (che era presidente Uefa), da parte dell’allora presidente Sarkozy, facendo pendere la bilancia a favore del Qatar, con evidente interesse, molto più che per lo sport, per una commessa di armamenti dal peso calcolabile in miliardi di dollari. Solamente ora l’ex presidente Fifa Sepp Blatter ha ammesso pubblicamente quanto quella decisione sia stata scriteriata.

Sempre grazie a Falò, è stata ricordata la saga degli orrori, costata più di 6’000 vittime e migliaia di feriti sui cantieri privi di sicurezza (a occhio, è come se per la costruzione della "Gottardo Arena" avessimo dovuto contare sulle 40 vittime), e questo da assommare alle condizioni disumane di questi lavoratori ingaggiati dagli Stati vicini, costretti a vivere ammassati in tuguri di pochi metri quadrati, privi di servizi igienici e costretti a lavorare a un ritmo di 12 ore al giorno per 6 giorni alla settimana, a una paga da fame.

Ricordiamo anche che per costruire i sei stadi con rispettive infrastrutture (che una volta finita la manifestazione diventeranno cattedrali nel deserto), si sono spesi 220 miliardi di dollari /franchi e per poter far svolgere questi Mondiali si sono stravolti quasi tutti i campionati nazionali di calcio.
Oltre a tutto questo, la Fifa ha finto di ignorare che il Qatar sia uno Stato monarchico con i diritti umani quotidianamente calpestati.

Fin da bambino ho sempre seguito i Mondiali, con grande passione, per questo mi costa il mio personale "non ci sto" e mi domando se abbia davvero un senso celebrare l’evento dedicandogli tanto spazio mediatico in tutto il mondo, compresa la nostra televisione.

Sicuramente sono già stati proclamati i vincitori di questa kermesse: denaro e deliri di onnipotenza.

Una ferita alla dignità dello sport che difficilmente si rimarginerà.

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