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23.09.2022 - 08:39

La giornata della Pace

di Pietro Ferrari, Bellinzona
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Cade proprio il 21 settembre, quando il Capo del Cremlino ha dichiarato la mobilitazione parziale. Finora, a combattere in Ucraina, c’erano solo i "soliti" mercenari e soldati, giovani e anche non di primo pelo, provenienti dalle province più povere oltre gli Urali. Vuoi vedere che ora dovranno lasciare le comodità e gli agi, anche i giovani "neo ricchi" che possono parcheggiare le loro Ferrari appena fuori le mura del Cremlino?. Non credo che i loro padri anche loro "neo ricchi" siano contenti di salutare i loro "pargoli d’oro" alla stazione mentre partono verso il fronte. Con la sua solita faccia sempre più gonfia e gli occhi ormai ridotti a due fessure come quelli dei felini che non sai se pensano di attaccare o si difendono, ha pure specificato che saranno militarizzati solo i più "bravi" dopo un necessario addestramento. Alla fine saranno ancora i poveri a dover fare la guerra, perché un conto sono le manovre dove tra un’esercitazione e l’altra un cinese può imparare a suonare la balalaica, altro è l’Ucraina, perché lì si fa sul serio. È impensabile passare da un "abitacolo lussuoso" all’angusto seggiolino di qualche cingolato. Quindi, nessuno protesterà perché solo i ricchi ormai, in Russia, lo possono fare ma non lo faranno perché a mandare i poveri sono i loro padri, zii e magari nonni. Anche se la guerra durasse anni, non importa, non mancheranno i poveri da impiegare, anzi, questi aumenteranno perché non solo in occidente la vita costa. Perché non inventare una giornata della Guerra? Così che la possano festeggiare anche quegli Stati che in guerra lo sono da sempre?

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