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11.08.2022 - 07:18

Cosa ci riserverà ancora il futuro

di Francesco Stehrenberger, Minusio
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Con l’invenzione dell’elettricità l’uomo moderno ha fatto passi da gigante nel suo benessere. Grazie all’elettricità specialmente qui da noi e in America del Nord abbiamo raggiunto un benessere che una parte del mondo ci invidia (vedi migrazione di massa). È già da qualche anno che mi domando dove andremo a finire con la nostra frenesia di voler sempre di più. Ora l’uomo si rende conto che a questo ritmo non si può continuare. Ultimamente ci accorgiamo che l’elettricità ha pure lei un limite. Noi siamo abituati che se per esempio costruiamo una casa ci possiamo allacciare automaticamente al prossimo distributore elettrico, io ora mi domando: per quanto tempo ancora?

Da una parte ci sono gli ecologisti (nota: non parlo dei verdi in quanto ormai siamo tutti nella stessa barca) che vogliono che si elettrifichi sempre di più, dall’altra parte c’è il produttore di elettricità che non sa più dove andare a prenderla per soddisfare il fabbisogno. Tutto deve andare sempre più in fretta oggigiorno (vedi l’AlpTransit) ma non ci rendiamo conto che siamo arrivati a un capolinea.

Sono cosciente che a sentire queste parole a tutti farà male, compreso me e nessuno vuole fare un passo indietro. Attualmente si parla di ridurre la capacità degli impianti invernali e qui si vede che abbiamo superato il limite. Va bene il detto "chi vivrà vedrà".

Io ho sulla mia scrivania un detto di un indiano americano, penso del 19esimo secolo, che disse: "Soltanto quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce catturato, vi accorgerete che i soldi non si possono mangiare". E non è un detto recente.

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