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10.12.2021 - 09:22

Rammarico e tristezza

di Prisca Mornaghini e Antonello Cecchinato, Losone
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Vorremmo esprimere, come genitori, la nostra amarezza e tristezza verso la scelta dell’obbligatorietà dell’uso della mascherina per le classi di quarta e di quinta elementare, e per gli allievi delle scuole medie e superiori: non crediamo che i bambini e i ragazzi debbano subire le conseguenze delle nostre scelte di cittadini e consumatori irresponsabili, noi che abbiamo consentito a creare una crisi umanitaria e una crisi ambientale, entrambe catastrofiche, e di cui la pandemia è una delle tante tragiche conseguenze. Che i bambini e i ragazzi a scuola usino “bene e senza troppi disagi la mascherina” (come ci viene spiegato), ci fa piacere, ma fino a un certo punto: quel “senza troppi disagi” riteniamo resti, per quanto piccolo, un disagio di troppo. Un altro male minore che si aggiunge, non tanto alle nostre vite di adulti, quanto alla vita delle future generazioni; e questo è meno accettabile. Desideriamo inoltre condividere una scritta, che abbiamo letto su una maglietta, e che potrebbe soppiantare l’illusorio, ingannevole e deresponsabilizzante slogan “andrà tutto bene”; recita così: “non andrà tutto bene, se andrà tutto come prima”. A nostro modesto avviso questa formulazione ci pare più utile e onesta, e forse ci potrebbe essere di qualche aiuto nel comprendere la nostra responsabilità nell’accettare senza alcuna solidarietà le due crisi a cui facevamo riferimento.

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