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Una cassa pensione per privilegiati?

(ti-press)

La questione del risanamento dell’Istituto di Previdenza del Canton Ticino non ha niente a che fare con i privilegi, come taluni vanno raccontando. In realtà riguarda 17’000 lavoratrici e lavoratori del nostro Cantone che operano nel settore pubblico, sociosanitario e in molte associazioni e offrono numerosi servizi essenziali alla popolazione: si prendono cura dei nostri anziani, dei nostri ammalati, dei nostri figli, della nostra sicurezza.

Ciò che rischia di accadere, se il popolo boccerà la proposta di risanamento, è che le assicurate e gli assicurati si ritroveranno con una cassa pensioni molto cara, ma che al momento del pensionamento offrirà loro prestazioni al limite del minimo legale. L’Ipct diverrebbe la peggiore cassa pensione pubblica della Svizzera. In sostanza è come se nel corso della vita lavorativa pagassero il leasing per una Ferrari per poi trovarsi al pensionamento a guidare una Topolino, senza offesa per la Topolino.

La qualità delle prestazioni a livello pensionistico è uno degli aspetti che rende attrattiva una professione e questo potrebbe essere un ulteriore elemento che disincentiva a scegliere impieghi, come quelli del sanitario, nei quali già la carenza di personale si fa sentire in modo sempre più insistente.

La posta in gioco è l’indebolimento strutturale della più importante cassa pensioni pubblica, che, volenti o nolenti, funge da riferimento per le altre casse pensioni cantonali. Se l’Ipct si troverà a offrire prestazioni al limite del minimo legale, anche le altre casse si sentiranno autorizzate a seguire la via tracciata, una via al ribasso. Questo è da evitare e ne andrebbero di mezzo tutti.

Per questi motivi ho sostenuto il progetto di risanamento dell’Ipct durante le discussioni parlamentari, e lo sosterrò ora in votazione popolare. Quanto ci accingiamo a votare è frutto di un lavoro capillare e intenso svolto dai sindacati, dalla direzione dell’Ipct, dal Governo e dalle forze politiche e volto in particolare a sostenere le assicurate e gli assicurati giovani, che sono i più penalizzati dal necessario abbassamento del tasso di conversione. La decisione che prenderemo avrà delle forti ripercussioni sul futuro di 17’000 persone nel nostro Cantone. Per questo invito tutti a partecipare alla votazione e a sostenere il risanamento dell’Ipct.

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