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Lo Stato non è l’individuo

I contrari all’iniziativa per la 13esima mensilità AVS fanno leva soprattutto su due argomenti.

Uno, a mio modo di vedere demagogico, legato al fatto che tutti, ricchi e poveri sarebbero beneficiari della 13esima; quindi a loro dire è un classico provvedimento a innaffiatoio. Qui è utile ribadire che l’AVS da quando è nata (1947), ha una forte valenza solidaristica; chi è nella fase attiva della vita paga i contributi che vengono ridistribuiti, subito, a chi è anziano. Ma vi è un altro elemento importante che rende l’AVS unica, nel suo genere, e cioè la dimensione solidaristica tra ricchi e poveri. Ciò significa che chi riceve la rendita massima (2’450 franchi) deve pagare 4 volte più contributi rispetto a chi riceve la rendita minima (1’290 franchi). Vi è quindi un grosso travaso contributistico tra i redditi alti verso fasce deboli della popolazione.

In virtù di questo principio sarebbe non corretto e probabilmente anche illegale, escludere i redditi alti da questa Iniziativa poiché, di fatto, significherebbe penalizzarli due volte (al momento del pagamento dei contributi e al momento di ricevere la rendita).
Altro argomento sostenuto dai nuovi paladini della giustizia sociale è quello relativo alla necessità del risparmio finalizzato, al principio di finanze sane.

Noi occidentali siamo figli di una cultura giudeo-cristiana che concepisce la vita come un percorso lineare che ha un inizio e una fine. Si nasce, si diventa adulti e anziani e si muore. Ora, se sul piano strettamente individuale e personale questa concezione può essere considerata corretta non lo è assolutamente per la società e per lo Stato (la società e lo Stato evolvono ma non hanno una fine).

Questa preoccupazione ossessiva del debito pubblico che paragona lo Stato a una famiglia, a un individuo, è perlomeno fuorviante.
Se il debito pubblico resta entro parametri accettabili, quello svizzero è del 26% rispetto al Pil, in Francia del 114% e in Italia del 143%, ciò significa che vi è un ampio margine di sicurezza. Si consideri inoltre che le casse dell’AVS hanno una riserva di circa 50 miliardi.

Lo stato ha quindi il dovere, se è il caso, di indebitarsi con politiche anticicliche finalizzate a un’economia virtuosa che permetta a tutti di vivere in modo dignitoso.

L’iniziativa in oggetto va in questa direzione!

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