I dibattiti

Piazzetta ex Mercato a Bellinzona: ridefinire l’intero comparto

Non piace la decisione municipale di demolire lo stabile ex Gaggini per sostituirlo con una pensilina per biciclette e piccoli eventi

L’architetto Renato Magginetti
(Ti-Press)

In Ticino dopo la Seconda guerra mondiale c’è stata la fuga dai nuclei dei borghi e dei villaggi perché si identificava quei luoghi con la miseria: costruzioni fatiscenti, servizi igienici precari, per l’acqua s’andava alla fontana e, soprattutto, un sistema patriarcale asfissiante. Nel 1964 il Municipio di Bellinzona ha dato un mandato impegnativo agli allora giovanissimi architetti Tita Carloni, Luigi Snozzi e Livio Vacchini: l’analisi dettagliata del centro storico per definire un Piano di protezione. Di grandissima rilevanza il Piano tipologico contenente il rilievo di tutti gli edifici del nucleo medievale (piano cantina, piano terra, primo, secondo piano) che ci permette di capire com’era strutturato il borgo.

Purtroppo questi studi non hanno impedito la demolizione di importanti settori del centro storico, in particolare del quartiere Cervia, sacrificato per far posto al posteggio interrato, e del quartiere tra la murata lungo via Dogana e il Municipio. Quest’ultimo comparto, detto Piazzetta ex Mercato, di proprietà comunale, è abbandonato e fatiscente per l’incuria dei Municipi susseguitisi negli ultimi 50 anni (13 legislature).

Sarebbe ora di riflettere su come ristrutturare questo antico spazio; fondamentali i contenuti, l’abitazione innanzitutto. Reinterpretando la compattezza dei nuclei medievali si dovrebbero proporre nuove tipologie abitative; abbiamo nuovi materiali e tecnologie (ascensori, ventilazione, idraulica…), che permettono una maggiore densità con maggior rispetto delle comodità e della vita personale e privata. L’ideale per un quartiere per persone anziane e famiglie fragili, multigenerazionale. Immagino i contenuti residenziali a copertura di una grande piazza (mercato) coperta. Intanto andrebbe verificato l’aspetto archeologico: è possibile che sotto si celino reperti interessanti.

Invece, e a titolo provvisorio (?), il Municipio vuole abbattere anche lo stabile ex Gaggini che definisce l’angolo tra via Dogana e vicolo Muggiasca. Un assurdo! Accettiamo di demolirlo ma solo per sostituirlo con nuove costruzioni che ridefiniscano l’intero comparto; ma per i cittadini, non per le auto e le moto di chi abita in periferia. È un edificio che andrebbe riattato, forse ideale per ospitare il Dicastero opere pubbliche che deve lasciare l’attuale sede in via Bonzanigo, da demolire in funzione del terzo binario delle Ffs. Il Dop è un’istituzione importante e deve restare nel centro cittadino, non dislocato nell’anonima periferia.

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