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22.11.2022 - 07:27

Violenza ed esecutivi comunali

di Nicoletta Noi-Togni, sindaca di San Vittore
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È di queste settimane l’annuncio che il Governo del cantone dei Grigioni intende prendere provvedimenti contro gli atti di violenza e intende anche promuovere la politica comunale, soprattutto quella degli Esecutivi.

Lo fa con due iniziative distinte:

- La prima istituendo una cellula cantonale specifica per la gestione di minacce e predisponendone la base legale. Cellula che sarà localizzata presso la Polizia cantonale che potrà appoggiarsi a un team interdisciplinare costituito da specialisti della polizia, della psicologia forense e dei servizi sociali. La protezione si indirizzerà in modo speciale alla violenza domestica, allo Stalking, alle scuole qualora fossero minacciate e alle istituzioni in generale e al suo personale nonché ai fenomeni politici dell’estremismo e della radicalizzazione. Singole persone e istituzioni potranno venir messe sotto protezione se necessario. Gli addetti e le addette ai lavori verranno preparate a questo compito tramite formazione specifica. Con ciò i Grigioni si associano agli altri Cantoni svizzeri che si sono già provvisti di queste strutture.

- La seconda iniziativa è eminentemente politica e tende a rendere attrattiva la condizione di membri negli organi comunali, in particolare negli Esecutivi dei Comuni grigionesi. Si tratta più che altro di un appello se pensiamo che il quotidiano Südostschweiz, informando su questa obiettivo del Governo intitola il suo articolo con "Werden sie Gemeindepräsidentin" (Diventi sindaca). Si noti qui il riferimento all’elemento femminile. L’obiettivo da raggiungere – e cioè il reclutamento di uomini e donne per la politica comunale – è riconosciuto come difficile in un tempo in cui la politica comunale è particolarmente complessa e la popolazione poco interessata a essa. Il Governo intravvede addirittura un grosso problema di ordine istituzionale e di pericolo per la democrazia se non si troveranno più persone disposte a ricoprire queste cariche pubbliche. Istituendo quindi come misura di accompagnamento una serie di misure di istruzione per chi volesse partecipare attivamente alla vita politica dei comuni, tramite seminari di formazione specifica. Non solo: nelle scuole si introdurrà l’insegnamento mirato della politica comunale. Il raggiungimento di questi obiettivi è affidato all’Ufficio dei Comuni grigionesi.

Ebbene, io posso dirmi soddisfatta per queste due iniziative cantonali. Infatti ho portato più volte in Gran Consiglio la questione della violenza e dell’odio dicendomi molto preoccupata e postulando misure e ho altresì chiesto – sommessamente dato che nessuno lo riteneva necessario – più insegnamento della civica nelle scuole.

Peccato che il Governo o chi per esso, non veda il nesso tra l’odio nei confronti dei politici che sfociano in minacce, aggressioni verbali, diffamazione – vere e proprie violenze delle quali sono testimone in prima persona – e la mancanza di individui che vogliano assumersi cariche politiche. Fatti questi denunciati dalla stessa Polizia federale che si dice preoccupata sia per la sicurezza delle persone che per le conseguenze sulla democrazia. Sarebbe il caso che anche il Governo dei Grigioni e il suo ufficio per i Comuni, ci pensino! Non si possono solo volere le persone nelle cariche politiche, segnatamente negli Esecutivi nei quali il lavoro è più difficile: bisogna anche sostenerle e aiutarle!

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