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29.09.2022 - 07:26

Prezzo del pellet su del 100% e va tutto bene

di Luca Maghetti, avvocato
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Più passano gli anni, più mi rendo conto dell’incapacità della politica, e di converso dei politici, di risolvere, in maniera concreta e rapida, determinati problemi. A volte basta un avvertimento, un comunicato stampa, insomma un segnale, per ottenere dei risultati tangibili.
La questione del raddoppio del prezzo del pellet sta passando del tutto inosservata nelle stanze dei bottoni. Roba da matti. Cose mai viste nei miei 57 anni di vita. Ci stiamo giustamente lamentando dell’aumento dei costi dell’energia, dove si parla del 20-30% in generale. Ma questo prodotto, in gran parte di produzione svizzera è letteralmente aumentato del 100%. Potere della legge di natura della domanda e dell’offerta che, se lasciata libera, come nel caso di specie, ha effetti nefasti.

Eppure, dalle stanze del potere, nessuno dice niente. Come mai? Visto che la stragrande maggioranza della produzione di pellet venduto in Svizzera è indigena, viene da chiedersi se qualcuno non stia speculando in modo pressoché criminale su tale aumento di prezzo.

Sono certo che se la politica, in concreto il Consiglio federale, ma anche il Consiglio di Stato ticinese o i corrispondenti parlamenti lanciassero un segnale chiaro a questi sciacalli, qualche effetto verrebbe ottenuto. In effetti il raddoppio del prezzo per un prodotto locale non si giustifica in alcun modo.

Si potrà dire che il carburante delle motoseghe ed elettricità dei macchinari sono saliti di prezzo e che anche il diesel dei camion che trasportano i sacchi, come pure il prezzo dei sacchi contenitori siano aumentati.

Ma un tale raddoppio dei prezzi non si può spiegare se non con una speculazione parassitaria permessa da un mercato fuori controllo. Politici, dove siete? Forse oggi è poco green difendere il pellet, ma in qualche modo dovremo poi riscaldarci questo inverno. In realtà, oltre ad essere neutro dal profilo delle emissioni di carbonio, il pellet è una fonte di calore preziosa per molti, e finora aveva prezzi convenienti, anche perché il sacco di pellet pesa e va spostato se deve produrre calore.

Dovrebbe essere almeno un tema di sinistra o no? Stiamo pur sempre parlando di beni primari. In realtà di fronte a questa squallida speculazione, tutta svizzera, c’è davvero poco da dire e solo da vergognarsi. Almeno questo, diciamolo, a questi nuovi ricchi, ricchissimi. È il nostro dovere e sarebbe stato anche il dovere di chi è stato eletto per rappresentarci. Ma si sa, lavorare stanca.

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