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16.09.2022 - 07:04

Città Ticino, dove sei?

di Mario Tramèr, Losone
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Con l’apertura del tunnel ferroviario del Monte Ceneri e l’incremento dei mezzi di trasposto pubblici, sia come tratte che come frequenza, la Città Ticino è oramai una realtà; migliorabile certamente, ma pur sempre un bel passo avanti! Leggendo i giornali, ascoltando certi discorsi o talune prese di posizione, ho la sensazione che questo concetto sia più sulla carta e meno nella realtà e nella testa dei politici. Altro che restare periferia della periferia; ciò può anche far comodo, è certamente più facile lamentarsi e incolpare gli altri che proporre idee e soluzioni costruttive.

Ancora ultimamente ho letto su un quotidiano ticinese, CdT per la precisione, l’opinione di un esponente politico in merito alla tematica ospedali in Ticino. Già il titolo in sé è emblematico: "Sul Civico le decisioni e il coraggio di Lugano". Dopo una prima parte molto interessante su un razionale utilizzo del terreno, egli si esprime in merito al nuovo ospedale regionale di Bellinzona e alla riattazione di quello di Lugano. Dalle righe traspare evidente la paura che a Lugano possa sfuggire qualcosa! L’articolista si preoccupa che il nuovo ospedale di Bellinzona in futuro non resti regionale, ma diventi cantonale e magari anche universitario. Egli si chiede: e noi di Lugano cosa c’entriamo? "Bisogna quindi pensare, qui in Città e non a livello Cantone, agli spazi ancora liberi…". Più chiaro di così! E conclude: "Lugano ha quindi la possibilità di fare la differenza, ma dovrà avere il coraggio di prendere delle decisioni oggi che sappiano guardare lontano".

Dove è finito il concetto di Città Ticino? Se ognuno continua a coltivare il proprio orticello, non andremo molto lontano.

Invece di valutare il nostro territorio ormai come una Città unica, appunto la Città Ticino, si continua a disquisire e indagare su cosa si sta facendo a Bellinzona e cosa si potrebbe fare o dovrebbe fare a Lugano per potenziare e primeggiare a livello cantonale, in questo caso come Ospedale, ma il discorso può benissimo essere esteso ad altre tematiche.

Guardare lontano per me vuol dire rendersi conto che con i mezzi di trasposto pubblici Bellinzona e Lugano distano 20 minuti, Locarno e Lugano 30 minuti e di conseguenza non è più giustificabile né sostenibile pensare di avere 4 ospedali in Ticino, ammesso che li vogliamo di un certo livello. Bisogna pensare a un nuovo e unico Ospedale cantonale con al massimo dei satelliti a livello distrettuale.

Guardare al futuro vuol dire pensare dove è meglio pianificare ed edificare l’Ospedale cantonale dal punto di vista di disponibilità del terreno, di raggiungibilità e comodità per i pazienti e i visitatori. Invece si suggeriscono le mosse da fare affinché niente sfugga dalla propria città.

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